BRESCIA – Mancati depuratori, Ue sanziona 63 Comuni in Valtrompia, Valcamonica e Bassa

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La provincia di Brescia è “maglia nera” in Lombardia per la depurazione delle acque. Secondo quanto riporta la versione bresciana del Corriere.it, 63 Comuni hanno ricevuto una procedura d’infrazione, l’ennesima, dalla commissione Europea che ha allertato il Governo. La mancanza di una politica ambientale e di depuratori in diverse zone viene ancora contestata da Bruxelles.

Tra i più critici c’è la Valtrompia dove da decenni si parla della realizzazione di un impianto e di cui c’è il progetto di costruirlo a Dosso Boscone di Concesio. Ma intanto si continua a scaricare nel fiume Mella. Nel mirino sono finiti anche la Valcamonica e alcuni paesi della bassa bresciana come Acquafredda, Alfianello, Calvisano, Offlaga, San Paolo, Remedello e Pompiano senza depuratori. Ma non se la passano bene nemmeno alcuni di quelli che sono già dotati di impianti, ma fatiscenti.

Per esempio il caso recente di Paratico dove l’Arpa ha prelevato alcuni campioni di acqua dell’Oglio in seguito alla scoperta di alcune macchie nere. E i risultati hanno confermato che si tratta di un cattivo funzionamento del depuratore. La procedura d’infrazione fino al 2013 riguardava 85 Comuni e va avanti per questi 63.

Dall’altra parte, però, il direttore dell’Autorità d’ambito Marco Zemello si dice tranquillo perché, dei 63, almeno una ventina di Comuni avrebbero progetti esecutivi e lavori programmati sugli impianti, mentre altri 45 restano critici. Nel 2013 la procedura si era aperta per Orzinuovi, Borgosatollo, Mazzano, Carpenedolo, Chiari, Flero, Montichiari e Paratico, con la sanzione solo per il primo. Brescia ha predisposto un piano di 700 milioni di euro sulla questione, ma che deve spendere. Altrimenti dovrà tirarne fuori 160 milioni all’anno in caso di sanzioni.