BRESCIA – Scarti tombati sotto le strade bresciane, chiesto il processo per undici

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E’ finito in tribunale davanti al gip il caso di alcune strade bresciane che, secondo l’accusa, sarebbero state costruite con scarti di materiale non previsti dai capitolati d’appalto e scorie tombate grazie alla complicità di alcuni funzionari della provincia che avrebbero fatto diventare urgenti alcune arterie, anche se non c’era il bisogno, come copertura.

L’inchiesta è stata aperta dalla procura un anno fa e portò al coinvolgimento di ventidue persone, di cui erano stati arrestati il funzionario dell’assessorato provinciale ai Lavori pubblici finiti Pietro Bondoni e l’imprenditore Mariano Gaburri consigliere della ditta di costruzioni che aveva vinto gli appalti.

Alcune opere da fare ex novo o la sistemazione di altre, come la terza corsia sulla tangenziale sud di Brescia, la Brescia-Quinzano e la Tre Valli a Bagolino e Collio, erano state gestite secondo l’accusa in modo fraudolento. In particolare, l’imprenditore avrebbe messo scarti da demolizione sotto la Lenese e in provincia di Cremona. L’accusa ha chiesto il processo per dieci persone e di queste, sei imputati hanno chiesto il rito abbreviato.