SAREZZO – Autostrada, Valtrompia incontrerà Governo. “Metro non è alternativa”

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L’autostrada della Valtrompia non esclude il prolungamento della metropolitana di Brescia e viceversa, ma è anche vero che i 258 milioni di euro messi a bilancio da parte della società Serenissima per i 13 km da Sarezzo a Concesio con cui collegarsi a Ospitaletto devono essere destinati solo all’opera di viabilità. E’ la sintesi della situazione di nuovo tornata d’attualità nei giorni scorsi per un incontro svolto al “Primo Levi” di Sarezzo per parlare del futuro della valle dal punto di vista della mobilità.

A dare gli ultimi sviluppi ci hanno pensato il consigliere provinciale delegato ai Lavori pubblici Diego Peli con il presidente della Comunità montana Massimo Ottelli e davanti a diversi sindaci coinvolti dalle opere. Dall’altra parte c’erano anche i contrari all’autostrada, cioè Sergio Aurora che fa parte del comitato “No autostrada, si metrobus” e Dario Balotta di Legambiente per i trasporti. Secondo Ottelli il 2015 “sarà l’anno della svolta, perchè ci sono tutte le condizioni favorevoli per aprire i cantieri”.

La valle ha contestato il fatto che sia l’unico panorama in provincia a non avere forme di viabilità evolute, ma bisogna aspettare almeno giugno. Entro poche settimane la Serenissima che finanzia l’opera deve aver predisposto il progetto esecutivo della Valdastico Nord in Trentino, condizione che gli permetterebbe di vedersi rinnovata la concessione fino al 2026 e quindi poter liquidare i soldi per l’autostrada triumplina. L’impresa c’è e le autorizzazioni anche, si dovrà poi solo aprire i cantieri.

Per sollecitare su questo, la Comunità montana e la Provincia hanno annunciato di voler incontrare il Governo per spingere su un’opera che considerano strategica. Anche se palazzo Chigi l’ha escluso dalle venticinque opere fondamentali del Def. I contrari parlano di un’opera ormai superata, tanto da inviare una diffida all’Anas per non iniziare i lavori. Ma come detto, il possibile arrivo della metropolitana non sarebbe un’alternativa: i Comuni interessati hanno già predisposto nei loro piani di governo del territorio gli spazi.