BRESCIA – Aumento Iva, Unione Europea dice no al “Reverse Charge”

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Arriva dalla Commissione Europea la bocciatura del reverse charge sull’Iva introdotta dal governo con la legge di stabilità 2015. Sarà ora necessario reperire 728 milioni per non far scattare La clausola di salvaguardia che prevede l’aumento automatico dell’accise sui carburanti.

Il ministero dell’Economia fa sapere che c’è l’impegno del governo a non far scattare le clausole di salvaguardia, potrebbe essere quindi scongiurato il rincaro delle accise sui carburanti.

Cos’è il Reverse Charge? La Reverse Charge introduce un diverso meccanismo di applicazione dell’Iva allargandola alla grande distribuzione ed eliminandone la possibilità di detrazione. E’ quindi un’inversione contabile: il destinatario di una cessione di beni o prestazione di servizi, se soggetto passivo nel territorio dello Stato, deve pagare l’imposta in luogo del cedente o prestatore. Quest’ultimo riceve dal cliente così l’importo del bene ceduto o della prestazione eseguita, in modo tale da essere esonerato dall’obbligo di versare l’Iva dell’operazione eseguita. Il senso della normativa è quello di evitare le frodi Iva. È un meccanismo che incide in particolar modo sulla grande distribuzione, da qui il ricorso fatto in sede Europea e la bocciatura da parte della Commissione.

Fonte CGIA