Legge Ecoreati, “Occasione storica per l’ambiente. Brescia sia capofila”

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Pubblichiamo il commento di un lettore de L’EcodelleValli all’approvazione della legge sugli Ecoreati. “Ora serve anche una nuova cultura basata su iniziative concrete. Brescia deve essere al centro”

Pene dure contro gli Ecoreati. Finalmente nel codice penale. Una promessa mantenuta, un provvedimento che il nostro Paese aspettava da tanto tempo, ma soprattutto un valido strumento in più per la tutela dell’ambiente. Con l’approvazione della legge sugli Ecoreati il Parlamento rende giustizia ai tanti che si sono sacrificati per indagare e contrastare i crimini contro l’ambiente e alle tante vittime la cui morte è rimasta impunita. Oggi viene affermato con forza che l’uso criminale dei beni comuni non è più possibile. Il processo penale non è l’unico rimedio per tutti i mali, ma questa norma è un messaggio chiaro e forte perché non ci siano altri Casale Monferrato, Bussi, Terra dei Fuochi e un incoraggiamento per i tanti imprenditori virtuosi abituati a rispettare le leggi e l’ambiente.

Ritengo che sia stata approvata una buona legge con cinque nuovi reati ambientali: disastro, inquinamento, traffico e abbandono di materiale radioattivo, impedimento del controllo e omessa bonifica. Bisogna promuovere una nuova cultura ambientale veicolata attraverso iniziative e soluzioni concrete. Questo dovrebbe essere una nuova cultura, l’obiettivo delle nostre città di una sinergia progettuale tra soggetti provenienti da storie e identità diverse. Ecco l’occasione storica e per il futuro innovativo “Ambiente, legalità, lavoro: progetti per una nuova qualità di vita” organizzata da associazioni provenienti dal mondo delle aree protette, dai settori agricolo, venatorio, il Parco dell’acqua “ASM-Gianni Panella” di Brescia, il Museo delle Scienze, l’Istituto Pastori e universitario dalle grandi aziende di servizi A2A.

Questa ipotesi intende e dovrebbe offrire un momento di una nuova “cultura” proposta e confronto per ribadire un concetto semplice ma indispensabile. La necessità di ricercare un nuovo equilibrio tra uomo e ambiente, costruito nella legalità, capace di generare nuove opportunità per l’economia e l’occupazione. Da qui deve nascere la volontà di collaborazione delle associazioni organizzatrici che, pur nel rispetto e nel mantenimento delle proprie rispettive storie ed identità, intendono porre le basi pragmatiche per una nuova cultura ambientale sistemica, non fatta di particolarismi ed ideologie, ma allargata a tutti gli attori in campo, tutti ugualmente interessati a ristabilire un equilibrio fecondo tra uomo e natura. In questo futuro contesto potrebbero essere presentati alcuni progetti concreti e altrettante pragmatiche soluzioni.

Monte Maddalena diventi area protetta, la costruzione del registro regionale e nazionale degli ungulati selvatici, l’importanza della biodiversità e la gestione della fauna selvatica, la valorizzazione delle eccellenze alimentari derivanti da pratiche venatorie rispettose della legge, la costruzione di una governance bresciana europea in materia faunistica e prevenzione del territorio. Ciascuna di queste iniziative avrà ricadute concrete su ambiente, legalità e lavoro. Inasprimento della lotta e del contrasto del bracconaggio, azioni di conservazione e di prevenzione su incidenti stradali e danni all’agricoltura causati da alcune specie animali, maggiori garanzie in termini di sicurezza alimentare e tutela della salute, armonizzazione delle discipline dei vari Stati europei in materia di gestione e conoscenza dei pericoli del territorio, attraverso regolamenti comuni, creazione di attività produttive in materia alimentare basate su una nuova cultura e corretto equilibrio tra uomo e natura.

Celso Vassalini