VALTROMPIA – Riforma sanità, ospedale Gardone si “stacca” dal Civile? Si annunciano proteste

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In Regione Lombardia si continua a discutere della riforma sanitaria e delle conseguenze che potrebbe avere sui pazienti e cittadini. Per quanto riguarda Brescia, come riporta la versione bresciana del Corriere.it, le Asl spariranno per dare posto alle aziende di tutela della salute (Ats), di cui una per la città e zona metropolitana e l’altra per Valcamonica e Valtellina.

Bisogna poi stabilire il resto dell’organizzazione, dove ogni area deve contenere almeno due tra azienda sanitaria e ospedale per 2 milioni di persone, quindi potrebbero esserci forme di aggregazione. Nuova forma anche per gli ospedali che sostituiranno le Asl, quindi non più solo trattamenti, ma anche visite e servizi sociali. Si chiameranno aziende socio sanitarie territoriali per almeno 600 mila abitanti dotati di ospedale e zone omogenee.

Fermo restando gli Spedali Civili di Brescia che può restare autonomo, il problema riguarda gli altri ospedali provinciali che potrebbero passare alle dipendenze di Chiari e forse Desenzano come aziende di nuova generazione.

Per esempio Gardone Valtrompia e Montichiari hanno già annunciato proteste sulla possibilità che le due aziende passino sotto i nuovi plessi, visto che con il Civile hanno garantito prestazioni professionali importanti. Dall’altra parte c’è poi il fatto che, con il Civile autonomo ma solo per le prestazioni sanitarie, dal punto di vista sociale e delle visite tutta la Valtrompia, hinterland e Brescia rischiano di essere scoperte.