ROMA – TFR in busta paga: la Quota Integrativa di Retribuzione

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I lavoratori, sinora pochissimi, che hanno fatto richiesta entro la fine di Aprile per l’erogazione mensile del TFR maturato troveranno la busta paga di Maggio “maggiorata” di un quota chiamata QuIR, acronimo di Quota Integrativa di Retribuzione.

La legge di stabilità per il 2015, approvata lo scorso Dicembre, consente infatti ai dipendenti di imprese private di chiedere al datore di lavoro l’accredito anticipato del TFR maturato dal 1 Marzo 2015 (poi rinviato a Maggio) fino al 30 Giugno 2018 o alla risoluzione del rapporto di lavoro. La scelta è irrevocabile per tutto il periodo in esame.

La QuIR mensile è pari all’intera quota di TFR maturanda da assoggettare a tassazione ordinaria e non imponibile ai fini previdenziali. In altri termini, il TFR in busta va ad aumentare le tasse perché aumenta il reddito imponibile. In sede di liquidazione finale del TFR, invece, la QuIR non è considerata ai fini della determinazione dell’aliquota d’imposta per la tassazione separata del TFR e non incide sul reddito complessivo dichiarato per la corresponsione del bonus degli 80 euro.

Per poter usufruire di questa possibilità, il lavoratore dev’essere assunto da almeno sei mesi presso imprese private ad esclusione di quelle dichiarate in crisi ai sensi della legge 297/82 e quelle in procedura concorsuale come il fallimento, il concordato preventivo o l’amministrazione straordinaria. L’opzione può essere esercitata anche in caso di conferimento del TFR maturando alle forme pensionistiche complementari dove la partecipazione del lavoratore dipendente prosegue senza soluzione di continuità sulla base della posizione individuale maturata nell’ambito della forma pensionistica medesima, nonché dell’eventuale contribuzione a suo carico e/o a carico del datore di lavoro.

I lavoratori interessati possono richiedere al datore di lavoro la liquidazione mensile della QuIR presentando istanza sull’apposito modulo validamente compilato e sottoscritto. I datori di lavoro che, per liquidare la QuIR, scelgono di accedere al finanziamento assistito da garanzia, devono provvedere a partire dal terzo mese successivo a quello di efficacia dell’istanza. Il datore di lavoro che, senza accedere alle misure di finanziamento assistito da garanzia, effettua la liquidazione della QuIR, potrà dedurre dal reddito d’impresa il 4% (6% per imprese con meno di 50 addetti) dell’ammontare del TFR liquidato e potrà diminuire il costo del lavoro attraverso una riduzione (0,2 8% dal 2014) degli oneri impropri correlata al flusso di TFR maturando liquidato.

Da un punto di vista meramente economico, il TFR in busta paga è un’opportunità poco conveniente perché viene maggiormente tassato che riscuotendolo a fine rapporto di lavoro. Ma se occorre urgentemente liquidità, la scelta diventa conveniente (o obbligata) per i redditi più bassi, specie se si hanno difficoltà a rivolgersi ad una banca o se non si vuole ricorrere a forme di finanziamento con tassi d’interesse non propriamente allettanti.