BRESCIA – Cinema, al Museo Diocesano il documentario “Piazza Scarfoi”

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Martedì 12 maggio alle ore 17.30, verrà presentato presso il salone del Refettorio il documentario fotografico “Piazza Scarfoi” ad opera di Michela Ragazzoni e Silvio Ferraglio dell’associazione Arnaldo da Brescia.

Piazza Scarfoi è il nome popolaresco di Piazza Pescherie Nuove, piazza in cui si trovano dei tigli di cui, un tempo, si utilizzavano le foglie secche, dette in dialetto locale scarfoi. Ma per gli autori potete sentirvi liberi di dare il titolo che vi pare più appropriato. Il documentario è una sorta di percorso virtuale nell’antico quartiere, sopra citato. il Tutto è ricostruito grazie alle 150 fotografie dell’archivio piacentini di Firenze.

Si parte da piazza Duomo, procedendo da via X Giornate, dapprima verso sud, sino all’imbocco dell’attuale via Gramsci e corso Palestro e poi risalendo in senso contrario fino all’imbocco con via San Faustino. Tante delle fotografie sono conosciute poiché presenti in Queriniana, nell’archivio Negri e nel comune di Brescia. Solo un terzo del materiale fotografico, risulta inedito al pubblico bresciano.

La ricerca archivistica è di Silvio Ferraglio mentre il montaggio sequenziale è stato realizzato da Michela Ragazzoni e tiene conto degli appunti di Piacentini relazionati alle mappe catastali del quartiere. Michela ha estrapolato immagini di primi piani, ritratti di persone e dei loro mestieri. Gli antichi abitanti del quartiere. Ad esempio le verduraie ai piedi della chiesa di Sant’Agata, la venditrice di caldarroste in piazza del mercato, il rigattiere…. In tutto una decina. Vi aspettiamo numerosi.

Si comunica che visto il grande successo e grazie ai prestatori che hanno acconsentito alla proroga del prestito, la mostra “Brescia nella cartografia (XV-XIX secolo)” è stata posticipata a domenica 24 maggio.

La mostra, che raccoglie ben cento opere cartografiche, comprende materiale scelto della raccolta del noto collezionista Mario Manera, integrato da generosi prestiti provenienti sia da collezionisti privati che da enti pubblici, come l’Archivio di Stato di Brescia e la Biblioteca Queriniana.