LENO – Taglia vene al figlio, solo accusa di lesioni per la madre. Arresto convalidato

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Aggiornamento 7-5 ore 21 Niente tentato omicidio, ma lesioni aggravate. E’ l’accusa con cui il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Brescia Enrico Ceravone ha convalidato l’arresto di Lina Primus, la 55enne che ieri ha tagliato le vene al figlio Daniele Zuanelli per poi ferirsi alla gola. Le accuse ridotte sono dovute al fatto che, secondo il magistrato, le ferite apportate sui polsi dell’uomo non lo avrebbero ucciso. In ogni caso la donna resta in ospedale in osservazione per le ferite e lo stato mentale in seguito al gesto. Quando uscirà non potrà avvicinarsi al figlio.

(7-5 ore 10,38) La tragedia sfiorata di pochi giorni fa in via Striaga a Leno dove Lina Primus, infermiera 55enne di Borgosatollo, ha tagliato le vene al figlio Daniele Zuanelli per poi ferirsi alla gola, era in qualche modo stata anticipata da una serie di messaggi che la donna aveva scritto su vari fogli di agenda e post-it. Diversi scritti in cui si scusava con il marito, i parenti e le amiche per quello che avrebbe fatto sono stati trovati nella sua casa di via Aldo Moro e nell’auto dove ha commesso il tentato omicidio e suicidio.

Reato, il primo, per il quale la 55enne è stata arrestata. Un gesto compiuto per la sofferenza dovuta alle condizioni di salute fisiche e psichiche del figlio che l’infermiera non riusciva a sopportare. A trovare i fogli sono stati i carabinieri di Leno che stanno procedendo nelle indagini coordinate dal pubblico ministero di Brescia Gianmaria Pietrogrande. Secondo la ricostruzione fatta dai carabinieri, la donna esperta infermiera alla clinica Sant’Anna di Brescia avrebbe rubato un bisturi, un anestetico e materiali vari per iniettare farmaci.

Così avrebbe fatto sedere il figlio sul sedile posteriore dell’auto, gli ha iniettato l’anestetico e ferito con il bisturi alle vene e alla gola prima di ferirsi a sua volta alle braccia e al collo. Sarebbero stati poi dei ragazzini di passaggio sul posto a vedere i due feriti e allertare subito soccorsi e carabinieri. Sul posto i medici a bordo di un’ambulanza hanno rianimato l’uomo e portato entrambi in ospedale dove la donna ha confessato.

Intanto resta nel reparto di Psichiatria agli Spedali Civili di Brescia dove si trova in stato di fermo sarà sentita stamattina dal giudice per le indagini preliminari di Brescia che convaliderà l’arresto. Il 33enne nel settembre dell’anno scorso era caduto da una scala sbattendo la testa e finendo in coma per alcuni mesi. Poi ha dovuto affrontare anche la separazione dalla moglie che l’ha costretto a vivere ed essere assistito dalla madre alternando il lavoro all’aiuto verso il figlio. Superata la fase acuta, l’uomo aveva trovato lavoro part-time in un’azienda. E martedì il gesto della madre.