Expo, Milano devastata dai black bloc, un altro pomeriggio di straordinaria follia

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Pubblichiamo la lettera al Direttore di un lettore dell’EcodelleValli sulla devastazione di Milano nei cortei contro Expo. “E’ stato un altro pomeriggio di straordinaria follia”

Caro Direttore,
ancora le nostre città in un pomeriggio di straordinaria follia. Scene di guerriglia in centro città. In azione i black bloc: lancio di molotov e bombe carta, auto in fiamme. I milanesi si riprendono la loro città. Dopo il devastante passaggio dei black bloc, scendono in strada e ripuliscono. Poi un tam tam “Civico”, le iniziative sui social per mobilitare il maggior numero di persone con l’hashtag #nessunotocchimilano. “Appuntamento domenica 3 maggio per ripulire e riconsegnare ai cittadini loro spazi. Diamoci una mano!”. C’è un deficit, secondo molti, che è di valori e di principi. Combattere nella vita non significa distruggere tutto, come questi giovani ribelli credono. Combattere significa andare avanti ogni giorno, anche quando le cose vanno male.

Avere un sorriso per i propri figli che non riescono a trovare un lavoro fisso, spaccarsi la schiena al lavoro per portare a casa da mangiare alla propria famiglia. Insomma, la lotta sociale forse, per chi ha vissuto il dopoguerra e gli anni di piombo, non è la soluzione migliore. Di lotte ne abbiamo fatte, in passato, ma allora avevano un senso più o meno fallito. Oggi battaglie di questo tipo non hanno più senso di esistere. Come non esistono più né fascismo né comunismo. Ci si dovrebbe concentrare su problemi reali. Molti sono anche coloro che non riescono proprio a giustificare come la lotta tra due fazioni opposte si sia dovuta ripercuotere su le città che non c’entrano nulla. E’ chiaro che fascisti e centri sociali, e ci si mette anche il Movimento 5 Stelle e Lega nell’infiammare quel populismo pericoloso traggono la loro forza solo nella reciproca contrapposizione.

Ma noi cittadini cosa c’entriamo? Quanto accaduto viene definito da molti cittadini come ‘un atto di vandalismo gratuito, che la nostra città non meritava’. Ma c’è anche molta delusione, soprattutto da parte di chi avrebbe davvero voluto manifestare pacificamente per i propri ideali. Credo che le manifestazioni siano un importante strumento di democrazia. Sono pacifista da sempre e amo i cortei colorati e pacifici. Credo che le manifestazioni siano un bel modo per scuotere le coscienze. E come ogni volta ho partecipato con entusiasmo. Da Genova invece bisogna farsi da parte, fuggire dai cortei, da violenza che proprio non capisco. Da sempre manifesto perché nelle nostre città europee sia sempre la democrazia a trionfare. Però quello che è accaduto a Cremona e Milano non lo comprendo, non lo condivido né posso minimamente giustificarlo.

La politica si gioca in un altro modo e l’imbecillismo dovrebbe essere un movimento civile, non una gara a chi si picchia di più o a chi fa più danni e chi nelle istituzioni sparano offese incivili e pericolose. In ogni caso a indisporre i cittadini. La violenza non è mai espressione di libertà e nasconde una profonda incapacità ad esprimere il proprio pensiero nelle forme mature, che passano sempre attraverso il rispetto delle persone, dell’ambiente e degli ambienti in cui le persone vivono ed operano. La manifestazione, nata come reazione ad una riflessione all’Expo, ha preso alla fine la stessa riprovevole strada della violenza fine a se stessa provocando danni a tanti cittadini e deturpando il volto della città. Quanto è accaduto è un’offesa alla città. Ne provo tristezza, prima ancora che sdegno. E mi sento umiliato. Possano questi avvenimenti che mi auguro non si ripetano più risvegliare in tutti un forte senso civico.

Ma all’ennesima aggressione alle quali abbiamo assistito a Milano ci inducono anche a domandarci come mai nelle nostre città, nelle nostre case, nei nostri paesi europei civilizzati è così facile passare la misura e arrivare alla violenza. E allora la riflessione si allarga ai fatti di ieri, allo stile di vita che adulti e meno adulti vanno assumendo con grande disinvoltura e facilità. Comportamenti come il disprezzo per la politica, il preoccuparsi solo di sé, l’individualismo che fa ritenere importanti solo i propri interessi, il chiudersi in casa abituandosi a guardare gli altri con diffidenza e sospetto. Occorre un supplemento di riflessione e di assunzione di responsabilità. Forti devono essere le parole nei confronti dei manifestanti violenti. Che uomo sei se ti camuffi e usi delle spranghe? Sei un uomo pieno di contraddizioni, un uomo che non sa prendere la parola per interloquire, ma che conosce solo la rabbia, dunque un uomo che non sa controllare se stesso.

Anche da lontano arrivate nelle nostre città e già organizzati per distruggere, picchiare, aggredire. La condanna non può che essere inequivocabile. La libertà di espressione, non può prescindere dal rispetto verso gli altri. Tanta gente pacifica si è unita alla manifestazione per riflettere sull’Expo. Condannare la violenza che ha portato la libertà di parcheggiare la propria auto, di passeggiare nella propria città. Ma purtroppo tanti segnali inequivocabili mostravano come la manifestazione era divenuta pretesto e occasione per violenza e distruzione. Con responsabilità occorre non dare occasioni a tali persone e gruppi di sequestrare la città e usare violenza: chi invece organizza manifestazioni equivoche ne diviene corresponsabile e si prende gioco di altri cittadini. Insomma, le responsabilità sono numerose, ma differenziate. C’è chi ha commesso la violenza (senza mostrare la propria faccia) e c’è chi in una zona grigia indice manifestazioni equivoche che sa essere teatro di scontri. Costoro hanno mostrato la loro faccia, ma hanno coperto la macchinazione violenta.

La manifestazione di sabato era equivoca. Chi l’ha organizzata si è fatto corresponsabile. Peccato che le forze dell’ordine non siano riusciti a fermare tutti i responsabili dello scempio di Milano e Cremona e portarli a raccogliere i vetri rotti e a pulire le strade e magari a fare lavoro gratis per riparare i bancomat rotti e le vetrine frantumate. Oltre a riparare il volto ferito della nostra città, avrebbero potuto recuperare quella dignità di cittadini, perduta nelle “prodezze” teppistiche di ieri primo maggio. Possiamo comprendere la rabbia delle persone, così come la mancanza di conoscenza rispetto alla gestione dell’ordine pubblico. Ordine pubblico che, durante la manifestazione, è stato gestito in maniera ineccepibile e solo la grande preparazione dei dirigenti e di tutto il personale di ogni ordine e grado in campo hanno impedito che gli scontri potessero degenerare e sfociare in scene che tante volte abbiamo visto in altre città con feriti, teste rotte e persone sanguinanti.

Solo la grande professionalità con cui è stato gestito l’ordine pubblico ha impedito tutto ciò e ha permesso che sostanzialmente non ci sia stato alcun ferito e, viste le premesse, si può considerare un grande successo. Grazie uomini e donne, nella festa del lavoro dignitoso avete lavorato per la sicurezza delle nostre città europee. Non rendendosi probabilmente nemmeno bene conto che quando si lancia un sasso dalla cima di una montagna è poi impossibile fermarlo, dovrà riflettere e assumersi la responsabilità di quello che è accaduto. Se la società civile e le forze politiche saranno realmente al nostro fianco per combattere e respingere questa vergogna che ha tentato di macchiare il primo maggio ed Expo siamo convinti che si potrà evitare che non ci siano ulteriori conseguenze.

Celso Vassalini