NAVE – Crisi Stefana, famiglia Ghidini offre 33 milioni per rilevarla. Giudice valuta la richiesta

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Mercoledì il gruppo siderurgico Stefana con quattro sedi tra Nave, Ospitaletto e Montirone che occupano 640 dipendenti ha presentato alla sezione fallimentare del tribunale di Brescia il piano di rilancio economico e rientro dai debiti come previsto dal concordato preventivo concesso dal giudice.

Intanto, sul fronte degli investimenti e di chi potrebbe essere interessato a far andare avanti l’azienda, secondo quanto riporta il GiornalediBrescia.it, la famiglia Ghidini che possiede la maggioranza della società ha presentato una proposta al giudice per versare 33 milioni di euro con cui assumere 350 lavoratori delle sedi di Ospitaletto e via Roma a Nave. Facendo questo si è inserita nella trattativa sul concordato che potrebbe dare alla famiglia la possibilità di andare avanti nella gestione rilevando la Stefana attuale dopo la messa in liquidazione prevista per i 360 milioni di euro di debiti, di cui un terzo verso le banche.

Sulle altre sedi del gruppo, sempre secondo il quotidiano, si vocifera della Duferco-Duferdofin di San Zeno Naviglio per lo stabilimento di via Bologna a Nave e dell’Alfa Acciai per quella di Montirone, ma sono per il momento solo indiscrezioni di stampa. Il giudice esaminerà la proposta reale della famiglia Ghidini per avere subito almeno 50 milioni, mentre entro maggio è prevista l’assemblea dei creditori che si esprimerà sulla vicenda.

Dal punto di vista giudiziario, ma si terrebbe solo dopo l’estate, se il tribunale e i creditori diranno sì al piano di rientro presentato dal gruppo, la società potrebbe essere messa all’asta a partire da 33 milioni, l’offerta dei Ghidini.