25 aprile, “La festa della liberazione è una festa rossa: Resistenza era la rivoluzione del popolo”

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Pubblichiamo il pensiero di un nostro lettore Alfredo Pasotti sulla festa del 25 aprile, ricorrenza della liberazione dal nazifascismo. Tra “Bella Ciao” e Resistenza con i ricordi della scuola

Dal mio maestro di quinta elementare, nel lontano 1970, ho appreso che il 25 aprile era una festa rossa. Me lo insegnò a colpi di “Bella Ciao” e di “rossa primavera dove sorge il sol dell’avvenir”. Me lo insegnò dicendo che la società borghese era uno dei volti del fascismo e che quindi andava rovesciata con la rivoluzione proletaria, di cui la Resistenza era stata l’espressione più alta.

Non ricordo di averlo mai sentito parlare di campi di concentramento e di ebrei mandati nelle camere a gas. I centri sociali, quelli con cui il mirifico Landini vuol fare la sua “Coalizione Sociale” mi hanno finalmente fatto capire il perché della casuale dimenticanza del mio maestro, insultando gli ebrei che avevano partecipato alla Liberazione.

E hanno chiarito una volta per tutte di che colore è il 25 aprile. Ma il presidente Mattarella così come il presidente Renzi hanno ribadito con forza che il 25 aprile deve essere la festa di tutti. Cioé la festa rossa di tutti.

Alfredo Pasotti