CASTENEDOLO – Delitto Anna Mura, test del Dna sui capelli trovati sotto le unghie

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Non è il manico di legno trovato sporco di sangue nelle campagne vicine a via Matteotti a Castenedolo l’arma del delitto che ha ucciso Anna Mura il 16 marzo scorso. Ma adesso i carabinieri di Brescia, con quelli locali e la sezione scientifica stanno indagando, secondo fonti di stampa, sulle ultime azioni che la donna avrebbe fatto durante la colluttazione con il suo assassino.

Dai primi esami effettuati anche sulle unghie della 54enne sarebbero stati trovati due capelli sui quali verrà fatto il test del Dna come sempre in questi casi e nei prossimi giorni sono attese delle novità. A distanza di circa un mese e mezzo, intanto, non è ancora stata trovata l’arma del delitto, mentre al momento l’unico accusato dell’omicidio è il marito Alessandro Musini che si trova nel carcere di Canton Mombello.

Gli indizi portano verso di lui: la moglie, infatti, stava avviando la causa di separazione dall’uomo con il quale aveva diverse liti e proprio Musini subito dopo il rinvenimento del corpo senza vita della donna era fuggito facendo perdere le sue tracce per più di 24 ore.

Nelle mani degli inquirenti che stanno facendo le indagini condotte dal sostituto procuratore della Repubblica di Brescia Francesco Piantoni c’è la testimonianza dell’unico accusato che dice di essere scappato per paura dopo aver trovato il corpo della moglie. Una versione che non convince le forze dell’ordine.