BRESCIA – Storia d’amore “lesbo” e tradimenti, 30enne condannata per furto di mutande

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Assolta da stalking, condannata per furto di mutande e aver violato la privacy. Sono i capi di accusa al centro di un processo che si è svolto ieri al tribunale di Brescia e riportato da Il Giorno per stalking, furto aggravato e accesso abusivo a sistemi informatici. Il giudice ha pronunciato la sentenza contro una donna che avrebbe rubato degli slip al marito della sua collega postina e presunta ex fidanzata mentre l’ha assolta dalle accuse di stalking.

Di fatto è stata capovolta la richiesta del pubblico ministero Ambrogio Cassiani che chiedeva sei mesi di reclusione (il giudice ne ha dati tre) ma solo per il capo di accusa per il quale la donna è stata assolta. Le due donne, entrambe postine in provincia di Brescia, l’una single e l’altra sposata e con due figli, secondo le due diverse interpretazioni avrebbero avuto una storia d’amore. Una relazione durata alcuni mesi secondo la prima, solo un incontro, invece, per la seconda.

Poi, tra ottobre e novembre del 2012, secondo la versione di quella sposata, la 30enne avrebbe creato pressioni su di lei e il marito tanto da farle credere che l’uomo avesse un’amante. Al contrario, l’altra versione dice che quella sposata avrebbe chiesto alla collega di inventarsi un piano per far credere che il marito avesse un’altra e poter così avere i figli in affido dopo la separazione. Una relazione intricata, insomma. E gli slip? La donna sposata al lavoro in posta ha visto un pacco senza mittente e destinato al marito.

E quando lo ha aperto ha trovato un paio di mutande usate dell’uomo accompagnate da una lettera di una presunta donna dopo una notte d’amore. Gli equivoci sono poi continuati, dalla donna single che diceva fosse stato organizzato dalla moglie alla stessa coniuge che rimproverava alla collega di aver rubato lo slip del marito. Ma alla fine il giudice ha deciso: tre mesi di reclusione per la donna single per aver rubato le mutande del marito della collega.