BRESCIA – Profugo spaccia droga in città, arrestato 24enne. E l’hotel dove era ospite lo “sfratta”

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Aggiornamento 22-4 ore 11,15 E’ stato notificato due giorni fa al 24enne del Gambia sorpreso a spacciare droga con 27 dosi di marijuana il provvedimento di revoca di vitto e alloggio nell’hotel in cui era ospite come profugo vicino alla stazione ferroviaria. Il giovane, che era giunto la scorsa estate dalla Sicilia in uno dei tanti sbarchi sulle coste, quando è stato arrestato pochi giorni fa si è scoperto che a gennaio era stato coinvolto in un caso di droga.

Quindi era recidivo. E’ stato protagonista anche di alcuni atteggiamenti negativi nella struttura che lo ospitava, come rivelano i titolari e alcuni clienti.La Prefettura ha reso noto di aver informato la Commissione territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale a breve a Brescia sulla revoca.

(18-4 ore 11,47) Un 24enne del Gambia è stato arrestato da una Volante della polizia di Brescia per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Il giovane, ospite di un albergo vicino alla stazione ferroviaria in seguito a uno dei tanti sbarchi di immigrati il 15 luglio scorso in Sicilia dove era stato identificato per poi essere trasferito a Brescia in attesa dello status di rifugiato, aveva con sé 27 dosi di marjuana.

Nei giorni scorsi una pattuglia di controllo sulla zona ha notato l’africano scappare verso la biglietteria e in modo sospetto, così hanno iniziato a inseguirlo. L’uomo ha addirittura attraversato i binari cercando di fuggire dalle forze dell’ordine e ha rischiato di essere investito da un treno. Poi ha gettato per terra le dosi e ha tentato di scavalcare una rete senza riuscirci.

Dopo la prima resistenza, è stato fermato dagli agenti che gli hanno messo le manette per violenza, resistenza e possesso di droga. Tra l’altro lo stesso gambiano era stato fermato a gennaio con dei grammi di droga. In più, gli ospiti dell’albergo in cui si trova l’immigrato hanno parlato di comportamenti violenti da parte del 24enne, anche al momento della consegna di cibo e vestiti. L’arresto è stato convalidato, ma ha patteggiato 4 mesi e 700 euro aspettando che arrivi, forse no vista la condotta, il permesso di rifugiato.