MONTICHIARI – Green Hill, interpellanze in Parlamento su società, controlli e amministratori

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Il caso dell’allevamento di cani beagle Green Hill di Montichiari con la sentenza di condanna in primo grado per gli amministratori accusati di maltrattamenti sugli animali, torna al centro dell’attenzione per numerose interpellanze parlamentari di questi giorni puntate su chi ha certificato che l’azienda, oggi chiusa, rispettasse tutte le regole, sugli ispettori ministeriali chiamati a controllare e l’istituto Zooprofilattico di Brescia.

Per esempio il Movimento 5 Stelle ha chiesto al Ministero della Salute di promuovere un procedimento disciplinare al Consiglio dell’Ordine dei Medici veterinari di Pescara contro Renzo Graziosi, condannato in primo grado ad un anno e sei mesi di carcere. Nella discussione si inserisce anche Michela Vittoria Brambilla (Fi) che sempre al Ministero ha chiesto di trasferire il centro nazionale sui metodi alternativi, benessere e cura degli animali da laboratorio dall’istituto Zooprofilattico di Brescia a un altro.

Il direttore della struttura, infatti, sentito dal pm Ambrogio Cassiani nel processo contro Green Hill, aveva detto di non aver assistito al sopralluogo di controlli e che “l’uccisione di animali è a discrezione del proprietario”. Altre interpellanze intendono attaccare l’ispettore del ministero che aveva certificato nel 2010 e 2012 come l’attività di Green Hill fosse regolare.

Controlli che, in realtà, non sarebbero stati fatti in modo puntuale, ma solo su alcune zone. Sempre sull’argomento, altri deputati hanno puntato l’attenzione sulla salute dei cani e la sperimentazione, insieme alle società che hanno certificato la struttura.