BRESCIA – Caccia e pesca, provincia taglia sedi di polizia provinciale. Sindacati protestano

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Dal 9 aprile scorso la polizia provinciale di Brescia ha proclamato lo stato di agitazione dopo il taglio delle sedi deciso da palazzo Broletto e che coinvolge gli agenti delegati ai controlli delle attività venatorie e ittiche. Il presidente Pierluigi Mottinelli attraverso un decreto cancella i distaccamenti di Marcheno, Gaino di Toscolano Maderno, Salò, Sulzano, Lograto e Pontevico, mentre Edolo e Breno confluiranno in una struttura unica a Berzo Demo, in Valcamonica.

Resteranno le sedi di Brescia, Desenzano, Vestone e proprio quella di Valsaviore a Berzo Demo. E i sindacati di polizia contestano l’interpretazione della legge Delrio sulle polizie provinciali che non potrebbero più fare vigilanza di caccia e pesca, anche se la Regione Lombardia non ha ancora deciso nulla. Secondo gli stessi rappresentanti degli agenti i risparmi in capo al Broletto sarebbero minimali visto che la maggior parte delle sedi, come Pontevico, sono di proprietà della Provincia e Breno e Marcheno hanno già pagato l’affitto fino alla fine del 2015.

Secondo gli agenti di polizia provinciale che si occupano di caccia e pesca, la nuova organizzazione colpirà soprattutto la Valtrompia “dove si toglie un presidio in mezzo a tanti cacciatori e bracconieri e vorrebbe dire tenere scoperta una vasta parte di territorio che da sempre attrae la guardia forestale”.

La Fp Cgil, Fp Cisl e Uil Fpl chiedono di fermare i trasferimenti degli agenti nelle sedi assegnate e un incontro con Provincia e Prefettura per il nuovo disegno delle forze dell’ordine. In ogni caso la riorganizzazione sembra già fissata.