BRESCIA – Le iniziative speciali del weekend al museo di Santa Giulia

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Ultimo appuntamento del ciclo di incontri Dance Insights, dedicato alla danza in relazione con le altre arti, organizzati daContainer 12, con la collaborazione di Comune di Brescia e Fondazione Brescia Musei, e affidati alla curatela di Francesca Pedroni.

Sabato 11 aprile, alle 11.30, nella White Room del Museo di Santa Giulia si terrà l’incontro con Francesca Pedroni, critico di danza del quotidiano «II manifesto», autrice e regista per Classica HD (Sky, canale 138) e docente di Storia della danza e del balletto alla Scuola di Ballo dell’Accademia Teatro alla Scala.
Ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili
Carolyn Carlson, per un’ecologia della scena
Con Francesca Pedroni
Danzatrice e coreografa trasformista, pedagoga, grande solista, Carolyn Carlson è una figura cardine della danza del Novecento. Un fisico da manuale che la fece diventare alla fine degli anni Sessanta la figura simbolo della compagnia del visionario coreografo americano Alwin Nikolais, Carlson, cresciuta in California, sulle rive dell’oceano, ma di origini finlandesi, ha sempre considerato la natura elemento portante del suo pensiero. Le sue creazioni, il suo sguardo sull’arte, il suo modo di lavorare nella danza parlano di una visione panica del rapporto tra uomo e universo che si traduce in una ipnotica ecology of stage (ecologia della scena) nella quale il paesaggio non è mai sfondo, ma condivisione con l’ambiente. Un affondo nell’arte di un grande maestro, attraverso titoli immaginifici come Blue Lady, Eau, Signes, Synchronicity.
FRANCESCA PEDRONI
Giornalista e critico di danza del quotidiano Il manifesto, è consulente per la danza, e autore e regista del canale televisivo Classica HD (Sky, canale 138), dove cura dal 2007 la serie di programmi “Danza in Scena” dedicata a grandi artisti della scena italiana e internazionale tra cui Alwin Nikolais, Bill T. Jones, Virgilio Sieni, Carolyn Carlson, Pina Bausch, William Forsythe, Roberto Bolle. È docente dal 2001 di Storia del balletto e della danza alla Scuola di Ballo dell’Accademia Teatro alla Scala e docente ospite al MEC, Master Eventi Culturali dell’ALMED Alta Scuola Media Comunicazione e Spettacolo Università Cattolica di Milano. Tra le sue pubblicazioni la monografia Alwin Nikolais per i tipi dell’Epos di Palermo, e Album di compleanno – 1813 – 2013 La Scuola di Ballo dell’Accademia Teatro alla Scala (Tita, 2013), da cui è nata l’omonima mostra realizzata con il sostegno dell’Accademia e dalla Fondazione Bracco

L’appuntamento di aprile de L’opera del mese è dedicato all’affresco della Crocifissione di Floriano Ferramola,conservato nel Coro delle Monache del Museo di Santa Giulia.

La Crocifissione, dipinta sulla parete orientale del Coro delle Monache, fu realizzata dal bresciano Floriano Ferramola attorno al 1527.
Nel vasto coro rinascimentale, Ferramola riesce a dare spazio alla propria vena architettonica e paesaggistica. A livello architettonico asseconda la vocazione alla purezza delle linee del coro stesso e riprende l’antica decorazione affrescata della facciata, coperta nel 1599; mentre a livello paesaggistico rende il paesaggio dietro la crocifissione tra i più idilliaci della pittura bresciana: rappresenta i personaggi della storia sacra con emozioni equilibrate e raffigura il mondo come luogo armonico, in cui Umano e Divino possono riconciliarsi grazie al sacrificio di Cristo.

L’affresco è scandito in singoli episodi quasi isolati nel contesto: Longino a cavallo che riconosce nel suppliziato il figlio di Dio, le tre Marie, la Maddalena, San Giovanni, i soldati che si giocano le vesti dei condannati, i cavalieri che assistono e indicano alle monache la scena su cui meditare. È proprio la meditazione la chiave di lettura del grande dipinto.
Le nobili suore di clausura erano invitate a meditare sui singoli episodi della Passione senza provare un reale turbamento, ma cogliendo la necessità e la bontà del sacrificio di Cristo, come fine della salvazione e della felicità del mondo. La morte serena di Cristo diventa una promessa di felicità sotto gli alberi dai fusti dritti e perfetti, tra dolci colline, tra nubi disegnate entro un cielo azzurro, al suono del fiume che scivola verso la valle.

L’opera del mese: 12 capolavori per 12 mesi è un progetto per la valorizzazione del patrimonio museale bresciano ideato dall’Assessorato alla Cultura, ai Musei e al Turismo del Comune di Brescia, svolto in collaborazione con la Fondazione Brescia Musei e l’Accademia di Belle Arti di Brescia Santa Giulia. Oltre alla conferenza di presentazione, tenuta da Fiorenzo Fisogni, saranno dedicati all’opera del mese approfondimenti sui canali web e social network del Comune e di Fondazione Brescia Musei, e un filmato su Youtube.
L’Opera del Mese sarà inoltre identificata nel percorso museale attraverso un totem, fornito di scheda di approfondimento cartacea e apposito QRcode di riferimento, leggibile con il proprio smartphone.
Al termine della presentazione sarà possibile entrare gratuitamente in museo per vedere l’opera e cogliere tutti i dettagli messi in evidenza dal relatore.
Al termine dell’incontro saranno timbrate le nuove tessere fedeltà dei presenti e si ricorda che al raggiungimento di almeno 8 presenze si avrà diritto ad un omaggio.