VILLA CARCINA – Acqua all’asilo, niente rubinetto. Ora le bottiglie anti cromo. Colletta verso il caldo

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Villa Carcina da tempo combatte con la concentrazione di cromo esavalente nelle acque del fiume Mella dove raggiunge livelli di 7 microgrammi per litro. Acqua che poi arriva ai rubinetti delle case per essere bevuta e usata per l’igiene quotidiana e cucinare. E nonostante il Comune dica sempre che non ci sono pericoli per la salute e può essere bevuta tranquillamente, negli asili si studiano tutte le misure possibili per evitare che almeno i più piccoli non ingeriscano acqua e cromo.

Tutto è partito con una raccolta firme che il comitato dei genitori ha lanciato al sindaco Gianmaria Giraudini per trovare altre soluzioni all’acqua del rubinetto. Ma secondo via XX Settembre l’acqua di Villa Carcina si può bere. Allora, come riporta la versione bresciana del Corriere.it, la dirigente ha lanciato un’idea. In pratica, i bambini a pranzo non bevono l’acqua del rubinetto, ma quella delle bottiglie.

E quando a fine pasto avanza cosa si fa? Ecco la scelta: farla bere in modo “programmato” ai piccoli studenti nel pomeriggio. Per i bambini che giocano e fanno attività sarà sufficiente andare dalla maestra e chiedere dell’acqua. Dallo scorso marzo niente rubinetto, ma un bicchiere con quella minerale di bottiglia.

Il problema sarà l’arrivo delle temperature più alte, con il pieno della primavera e l’inizio dell’estate quando la richiesta di bere, anche al mattino, aumenterà. Quindi i genitori raccoglieranno soldi per fare scorta di acqua in bottiglia. Un’idea che sta contagiando anche gli asili di Cogozzo e Carcina dove potrebbe essere copiata.