BRESCIA – Iva, la nuova circolare sul reverse charge

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Per quanto riguarda le prestazioni relative ad edifici (pulizia, demolizione, installazione di impianti e lavori di completamento), l’ambito del reverse va individuato con riferimento ai codici ATECO 2007 della prestazione resa e posseduti dall’impresa prestatrice, anche quelle attività secondaria; vi rientrano dunque anche le prestazioni di manutenzione in tutti i casi in cui il codice ATECO le preveda.

Il reverse charge prescinde dalla tipologia di contratto tra le parti (prestazione d’opera o contratto d’appalto), rimanendo comunque esclusa la fornitura di beni con posa in opera accessoria.

Per quanto riguarda la nozione di “edificio”, l’Agenzia ritiene di poter assimilare la nozione a quella di fabbricato, escludendo pertanto da reverse charge i terreni, le piscine e simili, non collocati sui fabbricati.

Sono infine confermati le impostazioni applicabili in passato relative ad alcuni aspetti peculiari, tra cui:

– società consorziate: come per i subappalti in edilizia, i consorziati sono tenuti ad applicare il medesimo regime Iva (reverse charge o meno) applicato dal consorzio;

– contribuenti forfettari: non applicano il reverse sulle operazioni attive ma lo applicano su quelle passive;

– Iva per cassa e utilizzo plafond: non sono applicabili nell’ambito del nuovo reverse charge.

Fonte CGIA