BERLINGO – Discarica Macogna, continua il presidio verso la manifestazione. In visita Cominardi (M5s)

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La discarica Macogna tra la bassa bresciana e Franciacorta dove sono destinati, tramite un’autorizzazione firmata dalla Provincia di Brescia, i rifiuti inerti della Drr di San Polo, torna al centro dell’attenzione. Nei giorni prima di Pasqua si è attivato un presidio che impedisce ai camion di conferire rifiuti nell’area. C’erano stati anche momenti di tensione quando i cittadini avevano visto dei mezzi pesanti raggiungere il sito e scaricare i materiali. Da lì le associazioni ambientaliste e i residenti avevano fatto scudo al passaggio dei camion.

Sul posto era arrivato anche qualche amministratore locale e l’accordo era stato fatto anche con il Broletto per bocca dei sindaci. “Finché il Tar di Brescia non decide sul ricorso presentato contro l’autorizzazione della Provincia a scaricare i rifiuti, sentenza attesa per il 22 aprile – si era detto – sul posto non devono arrivare i camion”. Intanto si stanno definendo le adesioni alla manifestazione di protesta organizzata per domenica 12 aprile alle 15 in largo Salvo d’Acquisto a Berlingo.

Al momento hanno confermato la loro presenza gli amministratori di San Gervasio, Verolavecchia, Dello, Capriano, Azzano Mella, Borgo San Giacomo, Longhena, Mairano, Trenzano e Lograto, praticamente metà bassa bresciana e Franciacorta. Da lì si arriverà alla discarica di Macogna. Come riporta Bresciaoggi, sul posto è giunto anche Claudio Cominardi, parlamentare bresciano del Movimento 5 Stelle per fare una visita con il presidio alla discarica. Proprio Cominardi con Ferdinando Alberti, Giorgio Sorial e Tatiana Basilio alla Camera il 17 marzo scorso avevano “interrogato” i ministeri delle Politiche Agricole e dell’Ambiente sul rischio per la popolazione e l’ambiente della Franciacorta.

Il parlamentare M5s critica anche l’atteggiamento della Provincia di autorizzare a scaricare subito i rifiuti nonostante si fosse accordata per aspettare la sentenza del 22 aprile. Si parla anche di una relazione che vede sul territorio diversi pozzi privati e una falda legata al punto di prelievo pubblico che rischia di essere contaminata. Cominardi propone di annullare l’autorizzazione della Provincia e chiedere al Governo una moratoria sulle discariche in zone dove già sono presenti.