ROMA – Spesometro, tutte le conferme, novità e scadenze prima dell’invio

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A partire da quest’anno le regole di utilizzo e di compilazione del modello polivalente definito “Spesometro”, dopo le deroghe concesse per talune situazioni, sono entrate definitivamente a regime. In vista della prossima scadenza di trasmissione telematica del modello, riferito alle operazioni effettuate nell’anno 2014, evidenziamo le principali novità introdotte.

Oltre ad assolvere alla sua originaria funzione di elenco clienti/fornitori lo Spesometro va utilizzato per la comunicazione delle operazioni di acquisto da operatori sammarinesi, per la comunicazione dei dati relativi alle operazioni effettuate verso i cosiddetti Paesi Black List e per comunicare le operazioni in contanti legate al turismo per persone fisiche di cittadinanza diversa da quella italiana, o comunque diversa da quella di uno dei Paesi dell’Unione europea, d’importo pari o superiore a mille euro.

Le operazioni interessate dal modello sono tutte quelle per cui vige obbligo di fatturazione. Ricordiamo che non è più presente l’originaria soglia di 3.000 euro, che vanno spediti i dati di tutte le fatture emesse e ricevute e che la comunicazione va effettuata in maniera cumulativa per ogni controparte economica. Lo spesometro riguarda le sole operazioni rilevanti ai fini IVA, mentre ne restano escluse le importazioni, le esportazioni, le operazioni fuori campo IVA e le operazioni già comunicate all’Agenzia delle Entrate (come la fornitura di energia elettrica, i contratti di assicurazione, la telefonia, eccetera).

Alcuni dilemmi si sono posti in passato con riferimento alle operazioni fatturate volontariamente dal cedente/prestatore, cioè quelle per le quali non vi era un esplicito obbligo normativo in tal senso. E’ il caso, per esempio, del ristoratore che potrebbe certificare tutte le proprie operazioni tramite scontrino/ricevuta fiscale ma che decide di emettere le fatture per ogni operazione senza che il cliente ne faccia richiesta. Su tale punto è stato chiarito che l’emissione della fattura, in sostituzione di ogni altro idoneo documento fiscale, determina l’obbligo di comunicazione dell’operazione anche se di importo inferiore alla soglia dei 3.600 euro al lordo dell’imposta sul valore aggiunto. Quindi ogni operazione certificata da fattura, sia essa emessa per obbligo o per libera facoltà, va trattata alla stessa stregua.

L’invio dei dati va effettuato in modalità esclusivamente telematica, utilizzando il modello di comunicazione polivalente, disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate, attraverso i servizi Fisconline o Entratel oppure un intermediario abilitato.

Come fià previsto dal decreto del Fare, non devono effettuare la comunicazione i titolari di partita Iva che, dal 1° gennaio 2015, hanno optato per la trasmissione giornaliera all’Agenzia delle Entrate delle fatture elettroniche. L’esonero riguarda anche i contribuenti che aderiscono al regime dei nuovi minimi, i non residenti con stabile organizzazione in Italia, i curatori fallimentari e i commissari liquidatori, la Pubblica Amministrazione relativamente alle operazioni rilevanti ai fini IVA anno 2012 e 2013.

Con riferimento ai termini di presentazione, i soggetti tenuti all’adempimento dovranno trasmettere il modello entro il:

–  10 aprile 2015 se nel 2014 hanno effettuano liquidazioni Iva mensili;

– 22 aprile 2015 se nel 2014 hanno effettuano liquidazioni Iva trimestrali.

In caso di mancata comunicazione o incompletezza dei dati, è prevista una sanzione che va da un minimo di 258 euro a un massimo di 2.065. Resta ferma la facoltà per il contribuente che abbia commesso violazioni o si sia mosso in ritardo di sanare la propria posizione debitoria ricorrendo al ravvedimento operoso, che prevede la riduzione a un terzo della sanzione irrogata (con un minimo di 86 euro).