ROMA – Estensione dell’inversione contabile: ultime precisazioni

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Arrivano alcune doverose precisazioni sull’estensione del reverse charge per settori e lavorazioni differenti da quelli cui sino all’anno scorso è stato destinato.

Per quanto riguarda il settore edile, l’obbligo di inversione contabile viene esteso ai servizi di pulizia, di demolizione, d’installazione di impianti e di completamento di edifici in tutti i casi di prestazioni nei rapporti di appalto e subappalto. Restano escluse da reverse charge le cessioni di beni, mentre rientrano le prestazioni di manutenzione e riparazione di impianti, le manutenzioni ordinarie e straordinarie, gli interventi di restauro e risanamento conservativo e ristrutturazione.

La Legge di stabilità 2015 estende, poi, il meccanismo d’inversione contabile anche ai trasferimenti di quote di emissioni di gas a effetto serra, ai certificati che hanno la finalità di incentivazione dell’efficienza energetica o della produzione di energia da fonti rinnovabili ed alle cessioni di gas e di energia elettrica al soggetto passivo-rivenditore. L’Agenzia delle Entrate specifica pure che il meccanismo dell’inversione contabile va applicato alle cessioni di “bancali in legno (pallets) recuperati ai cicli di utilizzo successivi al primo”, ovvero a tutte le fasi di rivendita successive alla prima. Restano invece escluse le cessioni di GPL, poiché non avvengono tramite un sistema di gas naturale o reti connesse a questo sistema.

Il reverse charge non si applica, invece, alle cessioni di beni e alle prestazioni di servizi effettuate da soggetti che si avvalgono del nuovo regime “forfetario” o del regime dei “minimi”. Ma se questi soggetti acquistano beni o servizi in regime di reverse charge, dovranno assolvere l’imposta secondo tale meccanismo e, non potendo esercitare il diritto alla detrazione, dovranno effettuare il versamento dell’imposta a debito.

Per ulteriori e più dettagliate informazioni consultare il sito www.agenziaentrate.it – sezione Normativa e prassi.