VALTROMPIA – Autostrada Valtrompia, Aib spinge. Bonometti: “Imprese stanche, ora è scelta politica”

0

Prima i sindaci, dal punto di vista delle istituzioni, in una riunione di mesi fa in Comunità montana, poi gli imprenditori a Nave e adesso direttamente Aib, l’associazione degli industriali bresciani, per opera del presidente Marco Bonometti e del vice Franco Gussalli Beretta. Il tema è l’autostrada della Valtrompia e la richiesta è una sola: deve essere fatta, con o senza Valdastico Nord, perché le imprese aspettano quest’opera da quarant’anni.

E’ chiaro il messaggio lanciato stamattina da via Cefalonia. “I soldi (258 milioni, ndr) sono stati stanziati, i lavori appaltati e tutti gli espropri pagati da Anas: ora la scelta è solo politica – ha detto il presidente Bonometti, che vede bene l’interim al Ministero delle Infrastrutture e Trasporti del presidente del Consiglio Matteo Renzi dopo le dimissioni di Maurizio Lupi – il fatto che le deleghe le abbia prese lui è positivo perché è una figura vicina alle imprese. Le aziende sono stanche di investire e pagare l’inefficienza, anche viabilistica, del sistema, basta chiacchiere”.

Sulla vicenda del raccordo autostradale della valle tra Concesio e Sarezzo pesa la questione della Valdastico Nord in Trentino. E’ un’opera che Serenissima, la società a capo dell’autostrada Brescia-Verona-Vicenza-Padova e committente anche dell’infrastruttura triumplina, ha promesso ma che ora deve mettere nero su bianco. Il 15 giugno scade la concessione e senza il progetto esecutivo della strada trentina potrebbe dire addio al rinnovo fino al 2026. E quindi le risorse per la Valtrompia resterebbero congelate.

Sull’opera del Trentino c’è il “no” della Provincia autonoma e del sindaco di Verona Flavio Tosi (che è anche presidente di Serenissima) mentre il funzionario Ercole Incalza in capo al Cipe ma ora in carcere e il ministro Lupi dimesso avevano garantito la strada. In più negli ultimi giorni è emersa la volontà di Banca Intesa e Astaldi, detentori insieme del 54% delle quote della Serenissima, di vendere. Magari alla spagnola Abertis che avrebbe la maggioranza e quindi potere decisionale sui progetti.

Ma in questo risiko, si è espresso anche il vice di Aib, Franco Gussalli Beretta, nel CdA della storica azienda di armi di Gardone Valtrompia e che ha parlato con cognizione di causa. “Devono essere fatte le infrastrutture per collegare la valle al resto del mondo. L’Italia è famosa per i suoi distretti produttivi, ma spesso in zone non collegate bene”. Gli ha fatto eco anche Giuliano Baglioni, titolare della Automazioni Industriali di Nave che ha ospitato un incontro con gli altri imprenditori interessati all’opera e a capo del comitato Aib per la Valtrompia.

“Le aziende non devono allontanarsi dal territorio per la carenza di infrastrutture” ha detto e Sandro Bertoli titolare dell’Abert ha precisato come “i fondi sono vincolati all’autostrada, quindi non è un’opera alternativa all’allungamento della metropolitana”.