TORINO – Stamina, Andolina braccio destro di Vannoni: “Pena ingiusta, cura efficace”

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A distanza di pochi giorni, era il 18 marzo, dalla decisione del giudice per le udienze preliminari del tribunale di Torino Giorgio Potito che ha accolto il patteggiamento del fondatore di Stamina Foundation Davide Vannoni a 1 anno e dieci mesi e del vice Marino Andolina a 1 anno e nove mesi e il rinvio a giudizio di quattro bresciani legati al trattamento con le cellule staminali per associazione a delinquere e truffa, si torna a parlare di Stamina.

E a farlo è lo stesso Andolina su Facebook dove, come cita La Stampa, il 24 marzo scorso parla di “cura efficace e pena ingiusta contro di me. Ho accettato di stare in silenzio, di patteggiare e subire una pena ingiusta, pur di non lasciar filtrare la notizia – si legge sul gruppo ‘Noi stiamo con Andolina’ sul celebre social network – Celeste, Desiree e Sebastian sono migliorati dopo la terapia con staminali. La cosiddetta terapia Stamina é risultata la prima terapia efficace nella SMA” (Atrofia Muscolare Spinale, ndr).

Il medico triestino per trovarsi accolta la richiesta di patteggiamento da parte del pubblico ministero Raffaele Guariniello aveva dovuto accettare di non praticare alcuna attività di Stamina in Italia e all’estero e non presentare ricorsi al Tar del Lazio al quale si è appellato il Ministero della Salute chiedendo di bocciare il trattamento. Al pm, presentando la richiesta di non essere coinvolto nel processo, aveva parlato di “esperienza Stamina morta”.

Andolina, come riporta il quotidiano torinese, scrive su Facebook anche di un articolo su Stamina dei medici Bach e Villanova “dove probabilmente saranno citati i miglioramenti clinici (impossibili secondo la storia naturale della malattia) e quelli strumentali assolutamente incontrovertibili” e di cui il primo, considerato un luminare, interrogato dalla Procura ha sempre di negato di conoscere il trattamento e gli effetti.

2 Commenti

  1. Se Andolina sapeva che un articolo (che peraltro dichiara di non aver letto) sta per dimostrare l’ utilità di Stamina, perché mai avrebbe dovuto “custodie gelosamente il segreto e accettare una condanna ingiusta”? Per non compromettere la pubblicazione? Quando un articolo è già accettato da una rivista internazionale, come potrebbe un processo (in cui non sono coinvolti gli autori e che si svolge in Italia) ostacolarne la pubblicazione?
    Inoltre, Andolina non ha “accettato” di patteggiare: lo ha chiesto lui stesso, e ha insistito dopo che Guariniello aveva rifiutato. Per ottenere il patteggiamento ha accettato dio abbandonare al loro destino le famiglie che diceva di voler supportare nei ricorsi. Senza patteggiamento, sarebbe andato Avanti col processo, nel frattempo sarebbe stato pubblicato l’articolo e lui avrebbe avuto un’ arma in più per difendersi. A me pare che proprio il fatto che abbia chiesto di patteggiare PRIMA della pubblicazione dell’ articolo sia particolarmente sospetto.

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