BRESCIA – Irruzione negli uffici A2a contro chiusura delle utenze, 13 indagati

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Il 14 ottobre scorso decine di attivisti dell’associazione “Diritti per tutti” avevano fatto irruzione negli uffici di via Lamarmora di A2a, l’azienda che fornisce riscaldamento e corrente elettrica alle abitazioni di tutta la provincia di Brescia. La protesta era nata dopo che una famiglia di immigrati residente a Sarezzo, in Valtrompia, con marito, moglie e due figli piccoli si era vista chiudere per un mese i rubinetti perché non pagava le bollette.

La situazione era emersa dopo che il capo famiglia era rimasto disoccupato. Così l’associazione era entrata negli uffici per chiedere di riattivare le utenze e avviare un tavolo di confronto con le istituzioni. Poi la situazione si risolse con il Comune triumplino che si fece carico dei 430 euro per le bollette e il ripristino del servizio.

Ma a poco più di cinque mesi di distanza quel gesto è costato caro a tredici persone, di cui sette stranieri e sei italiani, con Umberto Gobbi e Claudio Taccioli di “Diritti per tutti”, indagate dalla Procura della Repubblica di Brescia. L’accusa formulata dai sostituti procuratori Ambrogio Cassiani e Silvia Ghilardi è di occupazione abusiva, imbrattamento e violenza privata. Altri individui presenti alla protesta devono ancora essere identificati.

Proprio i due attivisti, secondo i pm, avrebbero promosso e organizzato la protesta che ha bloccato il lavoro negli uffici di A2A. “Protestavano contro gli sfratti e la sospensione delle utenze per chi non era in regola con i pagamenti delle bollette. Irrompevano negli uffici di A2A con violenza e minacce occupando scrivanie del personale e proferendo minacce ai presenti” si legge nell’accusa formulata. Ora gli indagati potranno essere interrogati o presentare una memoria difensiva.