CASTENEDOLO – Donna uccisa Castenedolo, “Ha provato a difendersi”. Si cercano scarpe di Musini

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Anna Mura, la 54enne uccisa e trovata in un lago di sangue lunedì pomeriggio dal figlio minorenne Danilo a Castenedolo, ha provato a difendersi dagli attacchi dell’omicida. Lo dicono i risultati dell’autopsia compiuta ieri sul corpo della donna e che rende conto di diverse ferite alla testa, ma anche a una mano che fanno pensare a come la 54enne abbia tentato di proteggersi. Trovati dei segni anche sulla schiena che potrebbero fare immaginare a un’aggressione avvenuta prima dell’omicidio.

Poi, forse per un raptus di follia, la violenza sarebbe degenerata con colpi alla testa che l’hanno uccisa. Sul fronte delle indagini, al momento i carabinieri e il sostituto procuratore di Brescia Francesco Piantoni possono contare su un indiziato, il marito Alessandro Musini in carcere a Canton Mombello da martedì e che oggi comparirà davanti al giudice per le indagini preliminari per l’interrogatorio in cui gli saranno presentati i risultati dell’autopsia e per la convalida del fermo dopo la versione che aveva dato nelle sei ore di domande subito dopo il suo ritrovamento dopo trenta ore in cui si era reso irreperibile. Poi un bastone macchiato di sangue trovato dagli amici del figlio 15enne nel parco Pisa, non lontano dalla casa dove è stata rinvenuta morta la donna.

L’autopsia ha confermato che i colpi inferti sulla 54enne sono compatibili con il manico di legno, ma ancora non ci sono certezze che sia l’arma usata per compiere il delitto. Le indagini proseguono anche sulle cause dell’omicidio, tanto che il figlio più grande Cristian, secondo quanto riporta Bresciaoggi citando fonti investigative, avrebbe confermato agli inquirenti di una pesante lite avvenuta sabato sera tra la coppia. La mattina successiva la donna era andata dai carabinieri per denunciare l’aggressione. Il giovane ha anche detto che il “patrigno” era a casa la mattina del delitto perché avrebbe dovuto svolgere il turno notturno al lavoro.

Gli inquirenti stanno però cercando le scarpe antinfortunistiche che non si trovano. Il figlio avrebbe anche detto che lo stipendio dell’uomo non entrava in famiglia, mentre la madre gli avrebbe confidato che Musini bevesse e avesse dei comportamenti strani. Vanno avanti anche le operazioni da parte dei carabinieri per cercare un pezzo di metallo che sul manico darebbe maggiori certezze sull’arma del delitto.

Intanto nelle ultime ore sono arrivati alcuni familiari della donna dalla Sardegna ospitati in una casa privata vicino al luogo del delitto. Terminate le procedure burocratiche, sarà svolta una breve cerimonia, mentre il funerale vero e proprio sarà in Sardegna dove sarà tumulata. Per le spese se ne occuperà il Comune bresciano. Sull’isola dovrebbe trasferirsi anche il figlio più piccolo Danilo che ha trovato il corpo della donna. E potrebbe cambiare vita.