VALTROMPIA – Autostrada Valtrompia, imprenditori in campo: “E’ da fare e possiamo tornare a lavorare”

0

Sull’autostrada della Valtrompia si vuole battere il ferro finché è caldo e soprattutto finché si continua a parlarne. E se da una parte è nato il comitato dei contrari “No autostrada. Sì metrobus” che ritiene l’opera ormai superata dalla crisi e per un importo (258 milioni di euro) parso eccessivo, dall’altra, dopo i sindaci, anche gli imprenditori aderenti ad Aib spingono perché l’opera venga realizzata e i lavori partano il prima possibile.

La loro posizione a favore dell’autostrada è emersa ieri nella sede di Automazioni Industriali a Nave, nella bassa valle, del presidente Giuliano Baglioni che è a capo del comitato di zona dell’Associazione Industriale Bresciana. Tutti, compreso Daniele Peli di Intred, Sandro Bertoli di Abert, Gianfranco Sala di Sala Srl ed Enrico Ravelli di Mecma chiedono di accelerare su un’opera che ritengono ancora fondamentale per le imprese e i cittadini. Sono circa 9 mila le imprese attive in Valtrompia con 34 mila dipendenti e per un fatturato di 4,7 miliardi di euro ogni anno.

Ma molte stanno lasciando la valle (nel 2009 le manifatturiere erano 2.276, oggi 2.099, quasi 200 in meno) per un motivo su tutti: la viabilità. Un’ora circa per raggiungere Brescia da Lumezzane in 20 km è eccessivo anche per i costi del trasporto di merci. Ma se stanno andando via, perché spendere per un’opera del genere? “Perché promettiamo di far funzionare le imprese – commentano – e avendo la viabilità a nostro favore potremo pensare anche di tornare in valle, verso Lumezzane e altri paesi da cui siamo usciti”. “Ho notizie di imprenditori pronti a tornare nelle aziende dismesse di Lumezzane – dice Gianfranco Sala di Srl – se avranno un’opera che li aiuti”.

Gli imprenditori sottolineano che l’opera si percorre quasi interamente in galleria e darebbe la possibilità ai lavoratori di Sarezzo, per esempio, di muoversi più agevolmente. In effetti, dal punto di vista triumplino, c’è tutto perché i lavori possano iniziare. C’è il progetto esecutivo approvato dai vari organi istituzionali e del Ministero delle Infrastrutture, sono stati fatti gli espropri dei terreni con gli indennizzi versati da Anas, l’appalto è stato aggiudicato all’Ics Grandi Lavori di Roma e i soldi, 258 milioni, ci sono. O almeno ci sarebbero, visto che la società Serenissima titolare dell’autostrada Brescia-Verona-Vicenza-Padova e committente dell’infrastruttura valtrumplina ha in dotazione le risorse approvate in bilancio ma non può spenderle finché non farà il progetto esecutivo della Valdastico Nord in Trentino da cui dipende la proroga della concessione fino al 2026 e che scade tra poche settimane. Notizia che il Governo ha dato anche al presidente provinciale Pierluigi Mottinelli in un incontro a Roma.

In ogni caso, gli imprenditori sottolineano che l’autostrada non è alternativa all’allungamento della metropolitana di Brescia. Si apre la strada anche per quello in futuro, ma con le risorse disponibili adesso si può solo costruire l’autostrada. Tra i critici c’è chi paragona l’opera a una nuova BreBeMi percorsa da poche auto, ma da Nave gli industriali smentiscono e fanno sapere che sono circa 7 km per il primo lotto da percorrere gratuitamente in una zona dove al giorno si muovono circa 40 mila auto e 6 mila camion, 500 mezzi pesanti all’ora secondo le rilevazioni di Aib.

Gli imprenditori, che sul tema hanno sollecitato anche i parlamentari bresciani, parlano di “una situazione al collasso”. E i vantaggi, secondo loro, non sarebbero solo di lavoro, ma anche di popolazione. Perché nel momento in cui le aziende lasciano per altri lidi, si spostano anche intere famiglie togliendo residenti alla valle. E l’autostrada potrebbe, secondo gli imprenditori, invertire la rotta. Per quanto riguarda, invece, le risorse attualmente bloccate in Serenissima, una mano potrebbe arrivare dall’Europa che a giugno si pronuncerà sulla possibilità di “scongelare” i fondi e aprire i cantieri.