CASTENEDOLO – Donna uccisa a Castenedolo, Musini si dice innocente. Fassa Bortolo: “Mai lavorato da noi”

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Continuano le indagini sull’omicidio di Anna Mura, la 54enne trovata morta lunedì pomeriggio dal figlio 15enne Danilo nella casa di via Matteotti a Castenedolo. La donna presentava delle profonde ferite alla testa dovute probabilmente a un oggetto contundente che l’omicida avrebbe usato per ucciderla. Nelle ore successive i carabinieri hanno recupero un bastone di legno sporco di sangue, compatibile con le ferite ma sul quale sono ancora in corso gli accertamenti scientifici.

Seconda notte in carcere, invece, per Alessandro Musini, il marito 50enne della donna e al momento unico indiziato per l’omicidio dopo che per trenta ore successive al ritrovamento del cadavere della moglie si era reso irreperibile. Nel tardo pomeriggio di martedì era stato riconosciuto da un poliziotto e portato in carcere a Canton Mombello dopo l’interrogatorio con il sostituto procuratore Francesco Piantoni che conduce l’inchiesta e i carabinieri.

L’uomo, secondo fonti investigative, non ha confessato il delitto e invece continua a dirsi innocente. Al magistrato avrebbe dato una sua versione dei fatti. Secondo il racconto, l’operaio 50enne sarebbe stato fuori casa per qualche ora la mattina per poi tornare verso le 11,30. Ma quando avrebbe visto la moglie morta sarebbe scappato a bordo della sua auto grigia perché era spaventato. Ha smentito anche presunti dissidi all’interno della coppia rivelati dai figli e per i quali proprio lunedì la donna avrebbe incontrato l’avvocato. Presunte liti dovute anche alle difficoltà economiche in cui versa la famiglia. Il sindaco Gianbattista Groli dice di aver ricevuto spesso visite della donna per essere segnalata ai servizi sociali alla ricerca di un lavoro stabile.

Situazione economica che all’inizio sembrava essere migliorata dopo che era emerso, secondo alcune testimonianze, l’occupazione trovata dall’uomo alla Fassa Bortolo di Montichiari. Lavoro che però viene smentito dalla stessa azienda. “L’azienda tiene a precisare che il sig. Alessandro Musini non è e non è mai stato dipendente della Fassa Bortolo”. Una versione, raccontata dal 50enne, che, secondo gli inquirenti, farebbe porre diverse domande. Per esempio, perché quando sarebbe arrivato in caso alle 11,30 vedendo la moglie morta non ha chiamato i soccorsi e nemmeno svegliato il figlio che era a casa debilitato da un’influenza.

E perché non ha chiamato il figlio nemmeno dopo e ha lasciato il telefono spento per tutte quelle ore? Le indagini della scientifica vanno avanti anche sugli indumenti usati dall’uomo quando è stato fermato martedì e sull’auto, mentre domani secondo fonti investigative potrebbe essere convocato dal giudice per le indagini preliminari di Brescia dal quale potrebbe essere convalidato il fermo. Sempre secondo gli inquirenti, oggi dovrebbe svolgersi l’autopsia sul corpo della donna.