BRESCIA – Grandi Opere, M5s: “Fermi deve dimettersi da Metro Brescia”. La replica: “Accuse infondate”

0

“Il presidente di Metro Brescia Ettore Fermi si deve dimettere per il suo coinvolgimento nell’inchiesta di Firenze sulle Grandi Opere”. A chiederlo è il Movimento 5 Stelle bresciano dopo che il nome del presidente del consiglio di amministrazione controllato al 51% da Brescia Mobilità, partecipata comunale e quindi struttura pubblica, compare nelle carte dell’inchiesta condotta dalla Procura fiorentina per una presunta gestione illecita degli appalti delle grandi opere.

Indagini che hanno portato all’arresto di quattro persone, tra cui il dirigente del Ministero dei Lavori pubblici Ercole Incalza e all’iscrizione nel registro degli indagati di 51 soggetti. Ma al M5s non interessa che Fermi non avesse operato, se la magistratura lo confermerà, in qualità di presidente di Metro Brescia. Riveste un incarico pubblico e la sua posizione da verificare, dicono i pentastellati, non deve far parte della società bresciana.

“Il presidente di Metro Brescia Srl e consulente del consorzio Cepav Due deve rispondere, in concorso, di induzione indebita a dare o promettere utilità nella realizzazione della tratta tav Brescia-Verona” dice il M5s che chiede anche di fermare i lavori dell’alta velocità “finché la posizione non viene chiarita e per un’infrastruttura da noi sempre definita inutile”.

E gli attivisti del movimento non intendono fermarsi alla tav, visto che hanno annunciato di voler presentare un esposto alla Procura di Brescia per i lavori della metropolitana dall’arrivo di Ettore Fermi ad oggi. Per quanto riguarda la Tav, il deputato bresciano Luigi Lacquaniti (Pd) chiede di rivedere il progetto “visto il nuovo contesto ambientale e del paesaggio e accogliere le richieste dei Comuni”.

Intanto, come riporta il Giornale di Brescia, il diretto interessato e l’ex sottosegretario al Ministero dello Sviluppo Economico, il bresciano Stefano Saglia, anche lui indagato nella stessa inchiesta, ritengono infondate le accuse a loro carico e si dicono “fiduciosi che la magistratura saprà fare chiarezza”.

Alla richiesta di dimissioni del Movimento 5 Stelle il presidente di Metro Brescia che gestisce la metropolitana ha replicato con un secco “no perchè – riporta il quotidiano – non c’è collegamento tra l’inchiesta di Firenze e la mia posizione a Brescia”. Saglia invece ritiene infondate le accuse a suo carico perché “si riferiscono a dopo il 2013 quando i miei incarichi istituzionali erano finiti”.