CHIARI – Rifiuti, comitato “Differenziamoci dal porta a porta” chiede un referendum

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Il 9 marzo il Comitato Civico “Differenziamoci dal porta a porta” ha protocollato presso il Comune di Chiari formale richiesta di indizione della consultazione referendaria popolare consultiva sul sistema della raccolta differenziata porta a porta ai sensi dell’art. 76 del vigente Statuto dell’Ente.

La richiesta protocollata è stata indirizzata al Sindaco di Chiari avv. Massimo Vizzardi, al Segretario generale dell’Ente dott.ssa Maria Lamari, al Prefetto di Brescia dott.ssa Narcisa Brassesco Pace, al Viceprefetto dr. Salvatore Rosario Pasquariello, al Vicesegretario dr. Mauro Assoni e, per conoscenza, anche ad Assessori, Consiglieri e Dirigenti comunali.

Con la richiesta di indizione del referendum popolare consultivo in risposta al seguente quesito: “Sei favorevole alla raccolta differenziata spinta dei rifiuti mediante il sistema di raccolta porta a porta?”, il Comitato Civico “Differenziamoci dal porta a porta” di Chiari ha depositato presso gli Uffici comunali le 1159 (millecentocinquantanove) firme raccolte a decorrere dal 24 gennaio us, già convalidate dai Consiglieri comunali delle minoranze consiliari di Lega Nord, Forza Italia e Lista Civica Gozzini e suffragate dai corrispettivi certificati elettorali dei firmatari, rilasciati in data 26 febbraio 2015 da parte del competente Ufficio del Comune di Chiari.

“La richiesta di indizione del referendum popolare consultivo per il NO al Porta a Porta che l’Amministrazione comunale intende a breve adottare nella nostra città – ha affermato il coordinatore del Comitato Civico Pierluigi Massetti e primo firmatario – è stata accompagnata dalle motivazioni, condivise dai firmatari e fortemente sollecitate dai cittadini di Chiari che hanno manifestato una netta contrarietà all’introduzione imposta dall’Amministrazione comunale del sistema cosiddetto Porta a Porta spinto. Si tratta infatti di una metodica di raccolta dei rifiuti poco igienica e poco pratica per i cittadini con conseguente accumulo di rifiuti nelle abitazioni e problematiche gravi in appartamenti o case poco spaziosi o senza cortile.

Il sistema Porta a Porta inoltre risulta estremamente indaginoso da applicare nelle famiglie con neonati, anziani, persone diversamente abili e per quanti, condizionati da necessità lavorative, non sono in grado di ottemperare al rispetto intransigente di orari e giorni predeterminati per il conferimento dei diversi tipi di bidoni. Il Porta a Porta, come pratica molto difficoltosa da attuare, favorisce poi l’abbandono dei rifiuti con grave danno per l’ambiente e comporta ulteriori spese di servizio per il personale adibito al ritiro dei vari contenitori. Il metodo Porta a Porta, imposto senza confronto diretto con le esigenze dei Clarensi, vincola gravemente la libertà personale dei cittadini che di fatto vengono obbligati a rispettare tassativamente orari e giorni di conferimento delle varie tipologie dei rifiuti secondo un calendario prestabilito e non flessibile per un servizio pubblico.

Il sistema Porta a Porta, come dimostrano vie e spazi pubblici nei Comuni limitrofi che già hanno adottato questo criterio di raccolta, trasforma centri urbani e periferie – con palese evidenza documentabile e da tutti riscontrabile – in discariche a cielo aperto con persistenza di bidoni maleodoranti e lungamente incustoditi. Il metodo Porta a Porta, in assenza di un adeguato piano finanziario di attuazione ad oggi non diffuso dall’Amministrazione Comunale di Chiari, non risulta premiante e/o gratificante per i cittadini che, nonostante siano già gravati dal pagamento del servizio con possibili aumenti indotti dalla variazione imposta del sistema, vengono di fatto obbligati ad ulteriori e complesse incombenze per il differenziamento e lo smaltimento dei rifiuti.

L’atto di deposito della nostra richiesta di referendum consultivo è espressione di una battaglia civica estesamente condivisa con i cittadini di Chiari e si impone all’attenzione come azione di democrazia popolare fortemente sostenuta dalla nostra gente che chiede di esprimere in totale autonomia e soprattutto in piena libertà la personale volontà di scelta sul criterio di attuazione della raccolta differenziata a Chiari. Chiediamo a gran voce che non venga ignorata – o peggio arbitrariamente cancellata con demagogiche e pregiudizievoli manovre burocratiche – questa manifestazione di responsabilità civica e di maturità democratica che, per la prima volta a Chiari, ha portato, attraverso una mobilitazione esemplare della nostra gente, alla richiesta di un referendum popolare consultivo su una tematica che coinvolge ogni cittadino clarense”.