Regime dei minimi: conferme, novità ed agevolazioni

0

I contribuenti che vogliono intraprendere un’attività, grazie alle novità previste dalla Legge di Stabilità 2015, possono beneficiare di un nuovo regime agevolato, previa verifica di determinati requisiti, che comporta semplificazioni nella determinazione del reddito, minori adempimenti e benefici contributivi.

L’agevolazione consiste nell’esenzione dal versamento dei contributi fissi calcolati su un reddito minimo e nel versamento dei contributi sulla base del reddito effettivo, come determinato in via forfetaria, applicando le aliquote contributive ordinarie. Con la conversione in legge del decreto Milleproroghe, le persone fisiche possono valutare se scegliere il regime con imposta sostitutiva al 5% e soglia di ricavi a € 30.000,00 (vecchio regime) o quello con imposta al 15% e con soglie di ricavi / compensi da € 15.000,00 a € 40.000,00 (nuovo regime).

I contribuenti che vogliono avvalersene calcoleranno il reddito secondo un metodo forfetario, applicando all’ammontare dei ricavi o dei compensi percepiti il coefficiente di redditività differenziato in base al codice ATECO dell’attività, senza considerare le spese sostenute nell’anno. In seguito saranno dedotti i contributi previdenziali versati in base alla legge e sarà pagata sul reddito imponibile così calcolato un’imposta sostitutiva dell’imposta sui redditi, delle addizionali regionali e comunali e dell’Irap.

Per favorire l’avvio di nuove attività, per l’anno in cui la stessa è iniziata e per i 2 successivi, il reddito determinato forfetariamente è ridotto di 1/3, a condizione che il contribuente non abbia esercitato, nei 3 anni precedenti l’inizio, altra attività d’impresa, anche in forma associata o familiare, e che l’attività da esercitare non costituisca mera prosecuzione di altra attività precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente o autonomo (eccezion fatta per il periodo di pratica obbligatoria ai fini dell’esercizio).

Possono aderire al regime solamente le persone fisiche che abbiano sostenuto spese superiori a € 5.000,00 per lavoro accessorio, dipendente o di collaborazione, anche assunti secondo la modalità riconducibile a un progetto, associazione in partecipazione e per prestazioni di lavoro prestato dai familiari dell’imprenditore. Possono beneficiarne coloro che abbiano sostenuto un costo complessivo, al lordo degli ammortamenti, di beni strumentali non superiore a € 20.000,00. Ai fini di tale limite non vanno considerati i beni immobili comunque acquisiti e utilizzati e i beni di costo unitario non superiore a € 516,46. Infine, coloro i cui redditi conseguiti nell’attività d’impresa siano prevalenti rispetto a quelli percepiti come redditi di lavoro. Sono invece esclusi: le persone fisiche che si avvalgono di regimi speciali ai fini IVA o di regimi forfetari di determinazione del reddito; i soggetti che in via esclusiva o prevalente effettuano cessioni di fabbricati o porzioni di fabbricato, di terreni edificabili o di mezzi di trasporto nuovi; gli esercenti attività d’impresa che partecipano a società di persone o associazioni ovvero a società a responsabilità limitata in regime di trasparenza fiscale. Ai soggetti che fruiscono del regime agevolato e ai loro familiari collaboratori, già pensionati e con più di 65 anni di età, non si applica la riduzione a metà del contributo previdenziale; ai familiari collaboratori non si applica, inoltre, la riduzione contributiva di 3 punti percentuali prevista per i soggetti di età inferiore a 21 anni.

Per quanto riguarda l’IVA sono esonerati dal versamento dell’imposta e da tutti gli altri obblighi previsti collegati all’imposta, quali la registrazione delle fatture emesse, la registrazione degli acquisti, la tenuta e conservazione dei registri, la dichiarazione e comunicazione annuale IVA, la comunicazione black list e delle dichiarazioni d’intento. Al contrario, sono invece obbligati a numerare e conservare le fatture d’acquisto, certificare i corrispettivi e conservare tutti i documenti.

Qualora venga meno uno dei requisiti per accedere al regime forfetario, il regime agevolato cessa di esistere dall’anno successivo ed il contribuente sarà tenuto a tutti gli adempimenti relativi all’applicazione del regime ordinario. I contribuenti che applicano il regime forfetario possono infine abbandonarlo volontariamente in qualsiasi momento, optando per l’applicazione dell’IVA e delle imposte sul reddito nei modi ordinari.