ROMA – “Reverse charge” per il settore energetico: quote d’emissione e certificati

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L’articolo 1 comma 629 della Legge di Stabilità 2015 ha cambiato l’articolo 17 comma 6 del DPR n. 633/1972 ed esteso il meccanismo del reverse charge alle cessioni di titoli ambientali, in particolare ai:

1) trasferimenti di altre unità che possono essere utilizzate dai gestori per conformarsi alla direttiva 2003/87/CE;

2) trasferimenti di quote emissione di gas a effetto serra;

3) certificati relativi al gas e all’energia elettrica.

La Direttiva 2003/87/CE ha istituito un sistema per lo scambio di quote di emissioni di gas a effetto serra nell’Unione Europea al fine di promuovere la riduzione delle emissioni inquinanti. Questo sistema, denominato ETS (Emission Trading System), permette agli Stati membri di adempiere agli obblighi di riduzione delle emissioni attraverso un meccanismo di acquisto o di vendita di quote di emissione. Facendola breve, l’impianto che mantiene le emissioni di sotto del limite fissato può vendere i diritti di emissione all’impianto che, non riuscendo a rispettare il tetto, ha necessità di comprare diritti di emissione per compensare l’eccesso di inquinamento.

Il mercato delle quote di emissione è tra i più soggetti a frodi Iva. L’Europol parla di cinque miliardi di danno per l’erario ed evidenzia come, negli Stati Europei privi di opportune contromisure, fino al 90% del volume delle transazioni avvenga in maniera fraudolenta e con infiltrazioni della criminalità organizzata.

Nell’ambito della disciplina sono poi inclusi i certificati verdi, le garanzie di origine ed i cosiddetti certificati bianchi (titoli di efficienza energetica). I certificati verdi sono stati introdotti in Italia nel 1999 per consentire ai produttori di energia elettrica d’immettere annualmente in rete una determinata quota di energia elettrica “pulita” mediante fonti rinnovabili. I titoli di efficienza energetica (cosiddetti certificati bianchi), introdotti nel 2004, attestano invece il risparmio energetico ottenuto attraverso sistemi di efficientamento della produzione. Le garanzie di origine, introdotte nel 2011, hanno lo scopo di consentire ai fornitori di energia elettrica di provare ai clienti finali la quota o la quantità di energia derivante da fonti rinnovabili nel proprio mix energetico.

In base alla normativa richiamata, i certificati e titoli di cui sopra, proprio per la natura atta a permettere agli operatori del settore di ottemperare agli obblighi relativi al rispetto ambientale, risultano strettamente collegati al settore dell’energia elettrica e del gas. Si ritiene, pertanto, che gli stessi siano ricompresi tra i “ certificati relativi al gas e all’energia elettrica” di cui all’articolo 17, sesto comma, lettera d-ter, del DPR n. 633/1972.

L’applicazione dell’inversione contabile, sottraendosi all’esborso finanziario dell’imposta che alimenta il meccanismo della frode carosello, è stato già collaudato, a partire dal 2009, in Danimarca e, subito dopo, da numerosi altri Paesi europei. Cinque anni dopo, ecco arrivare pure l’Italia.