BRESCIA – Condanne Green Hill, Lav chiede a Ministero Salute inchiesta su istituto zooprofilattico

0

Si torna a parlare del canile Green Hill di Montichiari, nella bassa bresciana, dopo le condanne in primo grado inflitte dal tribunale di Brescia a un dirigente, gestore e un medico veterinario. E in seguito alla richiesta al consiglio nazionale dell’ordine dei medici veterinari di Pescara di radiare l’iscritto Renzo Graziosi, la Lega Anti Vivisezione stavolta punta sull’istituto zooprofilattico di Brescia che è finanziato dal Ministero della Salute e dalle Regioni Lombardia ed Emilia Romagna.

“Chiediamo un’inchiesta sull’operato dell’istituto – si legge in una nota della Lav – considerato che ha sempre certificato la correttezza di quanto avveniva nell’allevamento di beagle per la sperimentazione e che il direttore si è assunto la responsabilità di firmare i resoconti delle ispezioni pur non essendo mai entrato nell’allevamento, come ha lui stesso ammesso in un interrogatorio, emerso nel dibattimento processuale.

Il direttore dell’Istituto zooprofilattico bresciano ha inoltre dichiarato che l’uccisione di animali di proprietà non è un reato, ignorando quanto previsto dalla legge 189/2004 che ha introdotto il delitto di maltrattamento e uccisione di animale nel codice penale, condotta, quest’ultima, non rimettibile alla discrezionalità del proprietario. Chiediamo anche il trasferimento ad altra sede dei centri di referenza del Ministero sul benessere animale e i metodi alternativi alla sperimentazione su animali, condotti proprio nell’istituto.

Quale può essere la credibilità di fronte all’inequivocabile sentenza del Tribunale di Brescia, visto peraltro l’assenza di risultati dei suoi centri di referenza istituiti dal Ministero della Salute proprio sui due temi che sono stati calpestati nell’allevamento di Montichiari, a pochi chilometri dalla sede dell’istituto?”. Sul tema sono già state presentate delle interrogazioni al ministro della Salute Beatrice Lorenzin da Michela Vittoria Brambilla (Fi), Gagnarli e Bernini (M5s) e Amati, Valentini, Granaiola, Cirinnà e Mattesini (Pd).