BRESCIA – “Hanno favorito latitanza di un boss”, un anno per insegnante 82enne

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Una curiosa storia, ma finita in tribunale per presunte questioni di mafia, riguarda un’insegnante bresciana di Latino di 82 anni e un presunto boss della ‘ndrangheta, della famiglia calabrese dei Palmi, Carmelo Gallico di 52 anni. L’uomo si trova recluso nel carcere di Cuneo sotto il 41 bis, il trattamento riservato a chi ha avuto a che fare con la mafia.

Ma quando era libero e latitante a Barcellona, in Spagna, la donna con un amico lo avrebbero aiutato mandandogli vestiti e denaro. Questa è l’accusa formulata dal tribunale di Brescia che ha condannato l’anziana a un anno e l’amico che la aiutò a otto mesi. Assolte, invece, altre tre persone. I rapporti tra il presunto boss della ‘ndrangheta condannato in secondo grado a 12 anni di carcere e l’insegnante fa riferimento al periodo in cui Gallico era ospitato dalla donna nel 2007 che lo assunse come maggiordomo.

L’uomo, dopo aver scontato la pena nel carcere di Fossombrone e periodo durante il quale ebbe una corrispondenza con la docente di Latino, da libero si trasferì a Brescia dalla donna. Qui approfondisce la passione della scrittura, riceve dei riconoscimenti e riesce anche a prendere una laurea in Giurisprudenza. Poi nel 2010 l’Antimafia di Reggio Calabria ha nuovi sospetti sull’uomo che scappa a Barcellona.

Qui il presunto ‘ndranghetista, accusato di associazione per delinquere di stampo mafioso, riceverebbe delle visite dall’insegnante e dall’amico di lei, oltre a beni alimentari e soldi. Nel 2011 dopo un mandato di cattura viene preso e condotto al carcere di Cuneo dove sta scontando la detenzione in attesa della Cassazione. Ma quei rapporti con la donna sono stati contestati dal tribunale bresciano che ha inflitto un anno all’insegnante.