NAVE – Crisi Stefana, partono i primi carichi dai magazzini. Stipendi di febbraio saranno regolari

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Oggi da via Bologna e via Brescia dello stabilimento “Stefana” di Nave usciranno 600 tonnellate di materiale pronto per raggiungere i clienti. La richiesta, fatta dai sindacati che tutelano i 660 dipendenti in cassa integrazione e fermi da prima di Natale per i problemi economici e la larga situazione debitoria del colosso dell’acciaio, era stata valutata dall’azienda in modo positivo e ieri è arrivato anche il via libera dal commissario giudiziale Valerio Galeri nominato dalla sezione fallimentare del tribunale di Brescia per coordinare le operazioni del concordato preventivo del gruppo per evitare di portare i libri proprio in tribunale.

La decisione, raggiunta al termine di un incontro tra l’azienda, il commissario e i sindacati, è stata poi comunicata ai lavoratori in un’assemblea. Con questa operazione, arriveranno nelle casse della Stefana più di 200 mila euro che possono essere usati per pagare gli stipendi degli operai e garantire le spese necessarie all’azienda.

Oggi cinque dipendenti sono stati richiamati per spostare i carichi all’esterno del magazzino per poi inviarlo a destinazione. I sindacati sperano che altro materiale, già pronto in magazzino, possa essere spedito per garantire altre risorse liquide.

Sul fronte degli stipendi di febbraio, l’azienda ha confermato che entro il 15 marzo saranno liquidati. La speranza espressa dai dipendenti è che nelle operazioni di smaltimento dei magazzini siano coinvolti più operai e magari attendere qualche interesse da parte di altre aziende.