BERZO INFERIORE – Berzo Inferiore, ragazze costrette a rapporti sessuali per entrare in casa famiglia. Due imputati

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Costrette a rapporti sessuali con i due figli dei titolari della casa famiglia per poter entrare a far parte della struttura. E’ l’accusa formulata dalla Procura della Repubblica di Brescia contro due giovani, di età compresa tra i 25 e 30 anni, per il trattamento che tra il 2006 e il 2013 avrebbero adottato in una casa famiglia di Berzo Inferiore, in Valcamonica.

Domani, martedì 3 marzo, inizierà il dibattimento dopo che il giudice per le udienze preliminari ha rinviato a giudizio i due uomini. La struttura, nata nel 2002, è gestita da una cooperativa che dà spazio a giovani con problemi o allontanati dalle famiglie di origine. L’inchiesta giudiziaria è partita dopo che una ragazza, all’epoca dei fatti 11enne e ospite della casa famiglia per un periodo di tempo (quando era solo femminile) aveva segnalato alla madre la violenza subita.

Ha raccontato di essere stata portata da uno dei due figli dei titolari nella cantina e lì costretta ad atti sessuali. E’ quindi scattata la denuncia ai carabinieri che per mesi hanno indagato su quella struttura. Secondo l’accusa, la violenza, se confermata, non sarebbe stata un episodio, ma una sorta di rito di iniziazione vero e proprio che avrebbe coinvolto sette giovanissime.

E proprio le ragazze, secondo l’accusa, si sarebbero confessate tra loro sul tipo di rito. Le giovani, secondo l’impianto accusatorio, avrebbero anche subito delle minacce se avessero denunciato la presunta violenza sessuale. Dal punto di vista giudiziario, a uno dei presunti aguzzini è stato imposto il divieto di avvicinarsi alla struttura, mentre il fratello avrebbe una posizione meno grave.