BRESCIA – Redditi e ricchezza, solo 4 su 100 dichiarano più di 55 mila euro all’anno

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La differenza tra redditi più alti e bassi in provincia di Brescia aumenta. A dirlo è un ricercatore, Elio Montanari, che ha ricevuto dalla Camera del Lavoro di Brescia l’incarico di controllare conti e redditi. Dai dati, riportati dalla versione bresciana del Corriere.it, emerge che un terzo della ricchezza prodotta è detenuto dal 60% per cento dei contribuenti e un altro terzo per chi presenta redditi da 20 a 35 mila euro l’anno lordi.

Ma su 17,7 miliardi di euro di guadagni tra Brescia e provincia, un terzo è in mano al 10% e solo 4 contribuenti su 100 presentano più di 55 mila euro l’anno. I redditi riguardano nella maggior parte dei casi dipendenti e pensionati perché si conosce la loro situazione economica, ma il problema è l’evasione. Il quotidiano fa una cronistoria legata all’economia bresciana, con le immatricolazioni delle auto di lusso che non calano più di tanto, quindi i controlli fiscali, i “blitz” nelle attività commerciali e il redditometro che registra se gli acquisti fatti siano compatibili con i redditi.

Una situazione ceh porta a far crollare l’acquisto delle auto di grossa cilindrata. Il bersaglio è l’evasione che ferma la crescita e impedisce la distribuzione e accesso ai servizi assistenziali. Circa 1 bresciano su 3 guadagna quanto neanche una persona su 100 e Brescia che però non ha il reddito più alto. Chi guadagna di più abita a Padenghe dove si registra anche la differenza più alta tra i redditi. Mentre per la Caritas di Brescia del direttore Giorgio Cotelli la situazione è più drammatica per le famiglie, non solo straniere.