TREMOSINE – Favori a imprese amiche, pm chiede 3 anni e sei mesi per ex sindaco Ardigò

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Avrebbe falsificato documenti pubblici dal 2002 al 2008 favorendo imprese a lui vicine in alcuni appalti quando era responsabile dell’ufficio tecnico della Comunità montana dell’Alto Garda. E per quello nel 2010 venne messo agli arresti domiciliari.

E’ l’accusa ai danni di Diego Ardigò, ex sindaco di Tremosine, per il quale il pm ieri in udienza al tribunale di Brescia ha chiesto una condanna di 3 anni e sei mesi. I capi di imputazione sono peculato, falso, abuso d’ufficio, truffa aggravata e violazioni al Testo unico in materia edilizia. In particolare, vengono contestate 23 pratiche tecniche guidate da Ardigò che, secondo l’accusa, avrebbe visto aggiudicarsi i lavori alcune imprese che avrebbero lavorato anche per la sua villa sul lago di Garda.

Gli avvocati difensori dell’ex sindaco hanno parlato di “alcuni errori di calcolo” e chiesto l’assoluzione, insieme alla riduzione del reato di peculato in abuso d’ufficio. Per gli altri tre imputati, il pm ha chiesto l’assoluzione: si tratta di Luigi Danieli tecnico della Comunità montana e degli imprenditori Gianmarco Pelizzari e Alessandro Ariasi. La prossima udienza davanti alla Prima sezione penale per la sentenza sarà il 18 febbraio.