BRESCIA – Chiusura uffici postali, presidente Mottinelli chiama vertici per incontro al Broletto

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Desenzano, Bagolino, Incudine, Ono San Pietro, Toscolano Maderno, Prestine, Palazzolo, Botticino, Leno, Mazzano, Provaglio d’Iseo, Marcheno, Piancogno, Villa Carcina e Gardone Valtrompia. Sono i quindici paesi bresciani dove Poste italiane potrebbe intervenire nella chiusura o riorganizzazione, magari con orari ridotti, degli uffici aperti al pubblico.

Una decisione, quella presa dall’azienda, giustificata dai costi di mantenimento delle sedi e dove le prestazioni sarebbero insufficienti rispetto agli stipendi dei lavoratori che operano dietro il banco. Proprio ieri il consigliere regionale lombardo Gianantonio Girelli (Pd) ha annunciato di ave scritto una lettera alla direttrice provinciale Carla Brunori per salvaguardare le realtà più piccole e oggi è intervenuto anche il presidente della Provincia Pierluigi Mottinelli che si dice preoccupato.

“Mi preoccupa soprattutto la situazione nei Comuni delle valli dove, in caso di soppressione degli uffici, a pagarne le conseguenze saranno utenti già disagiati per le criticità che presentano i territori montani nei quali vivono – dice Mottinelli.- Penso soprattutto alle categorie più deboli, che senza un ufficio nel paese in cui abitano, saranno certamente le più penalizzate”.

Dal Broletto è quindi partita una lettera di convocazione ai vertici bresciani di Poste italiane per un incontro urgente in provincia. Al centro, la proposta di dimensionamento degli uffici postali aperti al pubblico.