ROMA – Tav Milano-Venezia, Realacci (Pd): “Governo non ha risposto a tutto in commissione”

0

Come annunciato dal presidente della commissione Ambiente, Territorio e Lavori pubblici della Camera dei Deputati Ermete Realacci, nella seduta di oggi il Governo si è espressa sulla Tav Milano-Venezia e la possibilità di quadruplicare i binari affiancandoli alla storica linea esistente per ridurre l’impatto della Tav.

“La risposta del Ministero delle Infrastrutture è stata molto lacunosa, ha affrontato solo le questioni legate a una parte del tracciato veneto ed è mancato un chiarimento sulle criticità della linea rispetto al territorio di Brescia, del Lugana e del Garda. Su questi punti – ha detto Realacci – sarà necessario avere ulteriori chiarimenti. Anche in questo senso si è impegnato il sottosegretario Del Basso De Caro. La Milano-Venezia è una linea ferroviaria da potenziare, ma va adeguata alle esigenze del territorio. Per il suo completamento, come chiedevo nella mia interrogazione sottoscritta anche dai colleghi Borghi, Braga, Carra, Cominelli, Zardini e Lacquaniti, sarebbe auspicabile puntare sul quadruplicamento in affiancamento alla linea storica.

Alternativa che consentirebbe di evitare gravi compromissioni dell’ambiente – ha detto ancora Realacci – rendendo al contempo il servizio più utile a territori di grande importanza e il progetto meno oneroso. Il tracciato ferroviario più accreditato per la tratta Brescia-Padova presenta infatti diverse criticità: un servizio passeggeri ridotto per la città di Brescia e addirittura nessuna fermata per il Garda, costi lievitati a 55 milioni di euro per chilometro e un alto impatto ambientale. Inoltre attraverserebbe con gravi compromissioni anche il territorio a sud del Lago di Garda, ossia uno dei maggiori distretti turistici italiani nonché area di produzione del rinomato marchio vinicolo Lugana.

Secondo uno studio del Politecnico di Milano il progetto di cui si parla consumerà prezioso suolo fertile sottraendo circa 245 ettari di terreni alla produzione vitivinicola – continua il deputato – con un rapporto costi benefici negativo verso la nuova tratta ferroviaria. L’area gardesana del Lugana, infatti, con una produzione annua di 11,5 milioni di bottiglie di vino ha un prodotto interno lordo di 50 milioni di euro l’anno. I 9 chilometri della tratta Brescia-Verona che dovrebbero attraversarla avrebbero benefici in termini di prodotto interno lordo generato di 2,94 milioni di euro l’anno.

La commissione Via del ministero dell’Ambiente lo scorso 23 dicembre ha inviato al Cepav 2 una corposa lettera con numerose prescrizioni e richieste di integrazione del progetto, tra cui una valutazione degli impatti progettuali sul sistema agricolo, una valutazione degli effetti cumulativi e l’analisi di progetti alternativi. Anziché andare avanti su costose ipotesi nate molti anni fa e che non rispondono più alle esigenze del Paese – conclude Realacci – per rafforzare l’asse Milano-Venezia anche in vista dell’apertura del nuovo valico ferroviario del Brennero bisogna invece puntare sull’affiancamento dei binari dell’alta velocità alla linea attuale”.