BRESCIA – Arresti ‘ndrangheta, Girelli (Pd): “Troppi legami con politica”. Rolfi (LN): “Ripensare tagli sicurezza”

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Sono giunti vari commenti politici, anche in Lombardia, dopo l’operazione “AeEmilia” che stamattina ha portato a 160 arresti in tutta Italia, Brescia compresa, per associazione mafiosa alla ‘ndrangheta. Nella rete sono finiti anche alcuni politici per un’operazione che il procuratore nazionale antimafia Franco Roberti ha definito “senza precedenti”.

“L’operazione condotta dalle procure distrettuali antimafia di Bologna, Catanzaro e Brescia dimostra ancora una volta il tasso di penetrazione del fenomeno mafioso nelle regioni del nord – dice il consigliere regionale lombardo Gianantonio Girelli (Pd) e presidente della commissione Antimafia al Pirellone.- Sempre più evidente é il collegamento tra le organizzazioni malavitose, capaci di radicare una rete su tutto il territorio nazionale. La risposta delle autorità inquirenti deve trovare il massimo sostegno da parte dello Stato in tutte le sue articolazioni. Se il Governo deve mettere a disposizioni risorse umane, strumentali e finanziarie adeguate, spetta anche all’intero mondo istituzionale saper dare una risposta all’altezza dell’emergenza in atto.

Troppo spesso esponenti delle assemblee elettive, esponenti delle istituzioni, sono coinvolti in modo più o meno diretto nei fatti delinquenziali messi in luce. È la dimostrazione – continua Girelli – di una permeabilità che la politica, intesa più che mai come governo della cosa pubblica, non può e non deve permettere. Da qui il necessario salto di qualità nei metodi di controllo e di selezione della classe dirigente. Troppo spesso si crea una situazione di opacità, di non chiarezza, che poi ci consegna episodi di assoluta gravità. Lo sforzo in atto, come l’istituzione della sezione della Dia a Brescia, deve trovare un uguale impegno da parte di tutti per contrastare in modo definitivo e netto le organizzazioni mafiose nella loro azione di infiltrazione e controllo dell’economia e della società, minando l’essenza della nostra democrazia e limitando fortemente la nostra competitività”.

Commenti anche dalla Lega Nord. “Complimenti alle forze dell’ordine e agli investigatori. Il loro lavoro, reso ancor più difficile dalle precarie condizioni del sistema sicurezza in Lombardia a causa dei continui tagli della coppia Renzi-Alfano – dice il consigliere lombardo Fabio Rolfi – si conferma prezioso e necessario per continuare a bonificare la Lombardia dalle mafie e dai lombardi compiacenti. Mi chiedo se alla luce di una situazione ormai consolidata e anche prendendo atto dei continui allarmi lanciati dai rappresentanti delle forze di polizia, ridotti ormai a non avere né radio né divise, alla vigilia di una grande evento internazionale come Expo, dove il rischio di atti terroristici è tutt’altro che infondato, non sia il caso di ripensare i tagli e le chiusure di distaccamenti e sedi operative imposti da Roma.

Chiediamo quindi con forza al governo centrale un ripensamento sullo smantellamento della Polizia stradale e della Polizia postale – continua Rolfi – comparti che subiranno un drastico ridimensionamento in Lombardia e che sono invece presidi per la sicurezza del territorio e di controllo nella sconfinata frontiera di internet. Alla stesso modo non si può non far notare come servano più uomini e mezzi per fronteggiare la criminalità comune e d’importazione e per dare continuità alla preziosa azione antimafia svolta dagli investigatori lombardi. Non è questo il momento giusto per tagliare sul comparto sicurezza. Le forze dell’ordine non vanno lasciate sole”.