MILANO – Processo Stamina, anche Andolina patteggia e fa mea culpa. “Gustizia non è fatta”

0

Prima Davide Vannoni e adesso Mario Andolina. Il vice presidente di Stamina Foundation sul suo profilo Facebook citato da Quibrescia.it, annuncia il patteggiamento nel processo Stamina in corso a Torino. Stamattina il pubblico ministero della Procura piemontese Raffaele Guariniello ha dato il consenso alla richiesta di patteggiare a 1 anno e 10 mesi avanzata dal presidente Vannoni che in cambio avrebbe ritirato il ricorso al Tar del Lazio contro il provvedimento del comitato scientifico su disposizione del Ministero della Salute e interrotto la sperimentazione in Italia. Il giudice per le udienze preliminari Giorgio Potito deciderà nell’udienza del 18 marzo.

Il processo coinvolge in tutto tredici persone per associazione a delinquere finalizzata alla truffa e somministrazione di farmaci pericolosi nell’ambito del trattamento delle cure compassionevoli. A patteggiare, però, sarebbero anche la biologa Erica Molino, Gianfranco Merizzi ex presidente dell’associazione farmaceutica Medestea che forniva i medicinali, il neurologo Leonardo Scarzella e il medico Andrea Losana.

Ecco cosa scrive Andolina. “Patteggio. Avevo scritto e concordato con i miei valenti avvocati, Piacentino e Pizzo, che avrei resistito se almeno uno degli imputati di Stamina avesse resistito – si legge sul suo profilo.- Io speravo che il dott. Merizzi intendesse resistere, ma mi ha comunicato che i suoi avvocati gli hanno previsto un costo del processo superiore al milione di euro, tra spese legali, periti (nominati anche dal giudice a nostre spese) e parti civili.

Troppo anche per lui, e certo per me. Ho letto della disponibilitá di molti amici a sostenermi nei prossimi anni, ma per quanto ogni click su ‘mi piace’ mi scaldi il cuore, questo non basterebbe a salvare la mia famiglia dalla bancarotta. So che alcune famiglie avrebbero voluto sostenermi anche economicamente, ma in tutta la mia vita professionale non ho mai accettato un euro da un paziente. Le famiglie ora devono affrontare problemi economici rilevanti anche per tenere in vita i propri figli, magari per cure all’estero.

Continuo a considerare un grave errore rinunciare al ricorso al Tar, ma é stato chiaro anche agli avvocati che io non sono il legale rappresentante di Stamina e quindi non posso sostenere il ricorso. Non posso che augurare alle famiglie di riuscire a portare avanti il ricorso da sole. Alla fine – conclude Andolina – devo ammettere che ‘giustizia non é fatta’. Nessuno pagherá per i miei bambini morti e per quelli che moriranno”.