Edilizia libera, CIL e CILA nuovi moduli unici per fare gli interventi

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Entro il 16 Febbraio 2015 Regioni e Comuni dovranno adottare i nuovi modelli semplificati di Comunicazione al Comune (CIL) e Comunicazione al Comune asseverata (CILA) per gli interventi di libera edilizia.

Tali modelli sono stati messi a punto attraverso l’intesa Stato-Regioni e enti locali, con il coinvolgimento delle associazioni imprenditoriali e degli ordini professionali, prima di essere approvati lo scorso dicembre in Conferenza unificata.

Il modello CIL, che può essere compilato firmato e presentato presso gli Uffici del Comune dallo stesso proprietario dell’immobile, consente di eseguire tutte quelle opere che rientrano genericamente negli interventi di manutenzione ordinaria. Esse riguardano prevalentemente: le opere temporanee e da rimuovere entro novanta giorni; le opere di pavimentazione e di finitura di spazi esterni; i pannelli solari o fotovoltaici a servizio degli edifici, da realizzare al di fuori della zona A (decreto del Ministro per i lavori pubblici 2 aprile 1968, n. 1444); le aree ludiche senza fini di lucro ed i complementi di arredo delle aree pertinenziali degli edifici; l’installazione di singoli generatori eolici con altezza non superiore a 1,5 metri e diametro non superiore a 1 metro.

Il modello CILA, che può sempre essere presentato dal proprietario dell’immobile ma asseverato da un tecnico abilitato che abbia preventivamente firmato anche tutti gli elaborati progettuali, riguarda più che altro gli interventi di manutenzione straordinaria, vale a dire: opere che non riguardano le parti strutturali degli edifici, compresa l’apertura di porte interne e lo spostamento di pareti interne, il frazionamento o accorpamento di unità immobiliari senza modifiche della volumetria complessiva dell’edificio e senza modifiche di destinazione d’uso; le modifiche interne di carattere edilizio sulla superficie coperta dei fabbricati adibiti ad esercizio d’impresa, sempre che non riguardino le parti strutturali, ovvero le modifiche della destinazione d’uso dei locali adibiti ad esercizio d’impresa.

La semplificazione ovviamente riguarda la procedura ma non gli obblighi di Legge da rispettare in ogni caso per quanto riguarda: la nomina del Direttore dei lavori, la redazione del P.O.S. e il DURC dell’Impresa esecutrice dei lavori.

Se, da un lato, l’adozione di tali modelli va nella direzione di uno snellimento delle pratiche e sbrogliamento burocratico, dall’altro rimangono questioni aperte e non del tutto chiare.

Per un intervento di manutenzione straordinaria, ad esempio, il cittadino può compilare da solo la comunicazione e farsela firmare da un professionista. Ciò che la nuova normativa trascura è che una qualunque CILA asseverata comporta per il professionista giorni di lavoro e responsabilità civili e penali per tutta la vita.

Manca, poi, un modello semplificato (previsto dall’articolo 30 del decreto-legge 91/2014) per l’installazione, la connessione e l’esercizio di impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili e di microcogenerazione (ossia inferiori ai 50 kW). L’approvazione dei nuovi moduli, che come abbiamo visto riguardano anche i pannelli solari e fotovoltaici, poteva essere l’occasione ideale per informare operatori e cittadini sullo stato di implementazione dell’atteso modello unico per FER e microcogenerazione. Così non è stato.