BRESCIA – Processo Stamina, una vittima: “Col patteggiamento Vannoni non farà un giorno di galera”

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Oggi a Torino è prevista una nuova udienza per il processo Stamina che vede imputati il fondatore della cura Davide Vannoni e altre dodici persone. Vannoni, fondatore di Stamina Foundation, ha chiesto di patteggiare a 1 anno e 10 mesi in cambio del ritiro del ricorso al Tar del Lazio contro il provvedimento del Ministero della Salute e lo stop alla sperimentazione in Italia. Ma il pm Raffaele Guariniello che sostiene l’accusa gli ha chiesto di non portare la cura all’estero.

E nel caso giudiziario ci sono anche le persone. Un paziente di Vannoni, come riporta Quibrescia.it citando La Stampa, ha detto che vuole vedere l’uomo in carcere. Si tratta di Carmine, uno dei primi a denunciare Vannoni per la sperimentazione che avrebbe danneggiato decine di persone. “Dopo anni di polemiche e accuse tutto finirà senza nemmeno un giorno di carcere – dice la vittima dopo aver saputo della richiesta di patteggiamento avanzata da Vannoni – volevo vederlo negli occhi e aspettare di testimoniare per spiegare quello che mi ha fatto con quelle iniezioni”.

L’uomo, come ha raccontato al quotidiano torinese, rimasto paralizzato dopo un ictus, era stato invitato ad andare in un centro estetico di San Marino. Qui, secondo la sua testimonianza, avrebbe ricevuto un’iniezione nel midollo spinale, ma quando quando un amico l’ha salvato e portato in ospedale, quelli che gli avevano dato il liquido per tentare di curarlo avevano rinnegato. Sono 114 le persone che hanno ricevuto il trattamento secondo la Procura di Torino, una presunta cura partita dagli Spedali Civili di Brescia e che ha portato al processo per associazione a delinquere finalizzata alla truffa e somministrazione pericolosa di farmaci.