BRESCIA – Biglietto unico bus e metro, Cgil e Federconsumatori: “Obbligo anche se non serve”

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Dopo le polemiche avviate da Legambiente con tanto di lettera inviata oggi ai sindaci bresciani sul biglietto unico integrato per i trasporti pubblici locali che farebbero aumentare la tariffa per penalizzare l’80% dei pendolari “costretti a prendere il tagliando unico anche se devono prendere solo un mezzo”, si aggiungono anche Federconsumatori e Cgil.

“Se utenti e pendolari bresciani del servizio ferroviario sulle tratte principali non stanno bene per i troppi ritardi, soppressioni e degradi cui quotidianamente devono misurarsi, meglio non stanno quelli degli autobus extra urbani per via dei rincari che si aggiungono a molti degli stessi disagi e per i cambiamenti nelle percorrenze in ingresso e uscita dalla città di cui ancora non è chiaro il quadro. Le istituzioni locali, Comune di Brescia e Provincia, con le principali imprese di trasporto pubblico e non l’Agenzia di Bacino come precisato in un primo tempo dalla Provincia e poi smentito dal Comune – si legge in una nota congiunta – hanno deciso i rincari con il pretesto di introdurre il ‘biglietto di trasporto unico’ e concretizzando quella che doveva essere un’indicazione della Regione per coprire i tagli che la stessa unilateralmente ha deciso di praticare sui trasferimenti di risorse destinate agli enti locali.

Nessuna delle due istituzioni locali ha alzato la voce sui tagli, né ha avvertito la necessità di un confronto con i destinatari dei rincari attraverso le loro rappresentanze (associazioni di pendolari, consumatori, organizzazioni sindacali e Legambiente) che pure, per rimarcare i tanti disagi e difficoltà, si pronunciano da tempo. Ora, in qualità di sostenitori dello sviluppo del trasporto pubblico locale, in ordine all’occupazione e per ridurre i noti problemi di inquinamento e congestione del traffico – continua la nota – non intendiamo obiettare sulla seppur parziale integrazione del biglietto, siamo consapevoli della sua importanza e del fatto che questa comporta maggiori costi, quanto al fatto è che si sia considerato scontato scaricare l’onere su pendolari e utenti senza che intervenisse alcun miglioramento del servizio per questi ultimi, cosa cui, per altro, sono vincolati per legge regionale gli aumenti tariffari.

La ciliegina più iniqua è poi l’obbligo imposto all’acquisto del biglietto unico in capo a utenti e pendolari laddove per questi non sussiste il bisogno di utilizzare gli autobus urbani o il metrobus. A questo proposito Cgil e Federconsumatori – continua la nota – stanno vagliando la possibilità di iniziative sul piano legale, riservandosi per questa via di supportare utenti e pendolari che, ingiustamente colpiti, non intendano subire passivamente. Per il resto ci aspettiamo il superamento definitivo di considerazioni seguite all’annuncio dei tagli praticate dalla Regione circa eventuali ricadute negative sull’occupazione e, insieme, una maggiore trasparenza sugli incassi garantiti da tutti i rincari previsti dall’1 febbraio per la ripartizione e destinazione”.