LUMEZZANE – Stagione Odeon, in “Qualcosa rimane” Guerritore e Mininno al posto di Crescentini

0

Lo spettacolo in allestimento “Qualcosa rimane”, con il debutto previsto al Teatro Raffaello Sanzio di Urbino il 6 febbraio, sarà interpretato da Monica Guerritore e Lucilla Mininno, per la regia della stessa Guerritore. Il cast inizialmente annunciato, che prevedeva la presenza di Carolina Crescentini e del regista Giorgio Diritti, è cambiato.
La programmazione dello spettacolo al teatro Odeon di Lumezzane è mercoledì 4 marzo con prevendita da martedì 24 febbraio. “Qualcosa rimane” è una commedia drammatica di Donald Margulies (Premio Pulitzer 2000).

Tratta il tema dello scontro generazionale tra una scrittrice di grande talento e fama (Ruth Steiner interpretata da Monica Guerritore), che alterna la pubblicazione di romanzi di successo all’insegnamento a pochi giovani allievi dotati e una giovane scrittrice (Lisa Morrison interpretata da Lucilla Mininno), affamata di tutto. La donna ha un vissuto misterioso, che è allo stesso tempo dolore e nascita del suo diventare “scrittrice” e che rivelerà alla sua allieva e amica solo a seguito dell’intimità che si verrà a creare tra loro.

La complessa relazione affettiva, quando era una giovanissima aspirante scrittrice, con Delmore Schwartz, poeta, filosofo, scrittore, mentore tra l’altro di Lou Reed all’Università di Syracuse e protagonista del “Dono di Humboldt” di Saul Bellow e l’esperienza nel mondo rivoluzionario della Beat Generation (Ginsberg, Kerouac, William Borroughs…). La giovanissima Lisa percepisce la potenza di quel mondo, fatto di esperienze, ma la fretta, dominus della gioventù, le fa sembrare impossibile arrivare a tanta ricchezza creativa. Lei che ha tempo non vuole sprecarlo: vuole scrivere, produrre, pubblicare anche a costo di tradire.

“Sono i tempi e le dinamiche che viviamo: il tempo fa sì che le esperienze (quali che siano) sviluppino in noi via via radici salde e profonde. Ciò che emerge nel mondo di fuori è nutrito – dice Guerritore – alimentato da quel tessuto radicolare, che essendo però invisibile, non ha valore per chi invece vive la sua giovane età non prendendo in considerazione le fessure (squarci della coscienza) interiori (anche del pensiero). L’immaginario, l’opera creativa o di pensiero, oggi, è così facilmente replicabile attraverso la tecnica (riproduzione), che non necessità di esperienza diretta, può essere orecchiata e fatta propria.

Ed ecco allora che la giovane Lisa è intelligente al punto da riconoscere il talento della sua ‘maestra’, determinata al punto di volere imparare da lei la tecnica della scrittura, sensibile al punto da percepire la pienezza della donna, ma impaziente o avida (o disillusa?) al punto da non volere aspettare che la vita lavori su di lei creando radici nel suo cuore. E ruba così ‘la vita dell’altra’, tradimento della relazione maestro-allievo, copia e incolla tipica del nostro tempo fatto di repliche o semplicemente morte a ciò che sta morendo per dare vita a ciò che sta cominciando a vivere e non importa se ciò che comporta è il tradimento? Tradire in fondo pesca il suo senso da tradurre, andare da un’altra parte. Questi sono i temi, tanti e fluidi, così come la vita insegna, che scruto con la mia regia, la mia visione del testo che come spesso mi accade travalicherà il testo scritto, per andare a cercare, capire. Per me il teatro è innanzitutto il ‘cosa’ e poi c’è il ‘come’.

Lou Reed, Patti Smith, Leonard Cohen, allievi di quegli artisti saranno in scena con le loro stupende ballate. Ho fortemente voluto Lucilla Mininno per interpretare il complesso ruolo della giovane Lisa Morrison e a confrontarsi con me nel ruolo di Ruth Steiner. Rivedo in lei me giovane donna nei miei primi grandi ruoli e la grinta e il talento dei miei anni: sarà una dura lotta. Lunga. Che non si esaurisce in una sera in palcoscenico. Il teatro è anche questo. É faticoso ed emozionante. Al cielo si sale con le mani. Non ci sono ali (o aiutini, scorciatoie). Ci sono le mani, le nostre operose mani”.