BRESCIA – Prescrizioni tav Brescia-Verona, Legambiente: “Più binari su linea storica. Brescia al centro”

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Ieri, venerdì 23 gennaio, la giunta lombarda ha recepito le prescrizioni dell’assessore Mauro Parolini sul tracciato della linea ad alta velocità Brescia-Verona per “ridurre il consumo di terreno, mantenere e velocizzare la linea attuale e puntare su Montichiari come polo moderno tra stazione e aeroporto”. Ma il responsabile dei Trasporti per Legambiente Lombardia Dario Balotta è critico.

“Le decine di prescrizioni approvate dalla giunta regionale non bastano per nobilitare un progetto obsoleto e sbagliato che allunga di 32 km il percorso tra Brescia e Verona con lo shunt di Montichiari. La regione deve chiedere al Ministero delle Infrastrutture il quadruplicamento dei binari a fianco della linea storica per assicurarsi che la città di Brescia sia al centro della grande opera ferroviaria in via di definizione. Per garantire lo sviluppo anche del trasporto pendolare serve un solo tracciato che passi da Brescia e dalle stazioni del Garda. E’ questo il percorso che può alimentare il trasporto regionale, intercity e quello merci.

L’assessore Parolini crede di vivere nel paese delle meraviglie quando chiede che le ‘Frecce’ passino sia sulla linea storica sia su quella del progetto Cipe (shunt Montichiari). E’ bene ricordare che già ora, e sempre più in futuro, l’offerta delle ‘Frecce’ non la farà lo Stato – continua Balotta – ma il mercato, ecco perché ‘il modello d’esercizio’ dei treni veloci non lo detterà la Regione. Se la nuova linea non transiterà e non fermerà a Brescia e sul Garda rimarrà inesorabilmente vuota come la Tav Milano-Torino e sarà un danno incalcolabile per il turismo del Garda e per i vigneti del Lugana. Verrebbero spesi inutilmente oltre 5 miliardi di euro, consumato e devastato suolo e ambiente nonostante le prescrizioni.

I costi aggiuntivi delle prescrizioni e delle mitigazioni andrebbero spostati su un progetto sensato come quello del quadruplicamento dei binari affiancato alla linea storica. E’ inoltre paradossale pensare che per rilanciarsi dopo quindici anni di agonia Montichiari avrebbe bisogno dell’alta velocità. In tutta Europa – conclude il responsabile di Legambiente – sono pochissimi i grandi scali con l’alta velocità e sviluppano un traffico di 50/60 milioni di passeggeri e non di 10 mila passeggeri come lo scalo monclarense”.