BRESCIA – Domande permessi soggiorno, 7 su 10 non accolte. Diritti per tutti: “Misura elettorale”

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E’ tornata al centro del dibattito la richiesta di regolarizzazione presentata dagli immigrati che hanno trovato lavoro e mandato i loro documenti alla Prefettura di Brescia. Come ha poi riportato la Cisl, nell’ultima analisi della commissione dedicata sulle richieste del 2012, il 70% delle domande non sono state accolte, facendo storcere il naso allo stesso sindacato. Ma sul tema è intervenuta anche l’associazione “Diritti per tutti”. “Delle 5.222 domande presentate a Brescia con la sanatoria 2012 – si legge in una nota dell’associazione – ne sono state accolte solo 1.131, il resto per la Prefettura deve restare clandestino. In termini percentuali le domande accolte, il 22%, sono circa un quarto di quelle andate a buon fine nel resto della Lombardia: una differenza impressionante, mai vista, voluta.

La Prefetta Brassesco Pace si pregia di annunciare ai giornali la chiusura della sanatoria e dell’emergenza permessi di soggiorno: surreale gusto della provocazione. A Brescia il 70-80% delle domande, caso di gran lunga unico in Italia, è stato rigettato, dopo oltre due anni di attesa – continua la nota – attraverso un’interpretazione dissennata e punitiva di un dispositivo di legge già di per sé iniquo ed escludente per molti potenziali beneficiari. Il carattere tutt’altro che rigoroso ed efficiente della gestione della sanatoria da parte della Prefettura di Brescia – continua la nota – è confermato anche dall’esito dei primi (e costosissimi, per gli immigrati ma anche per l’intera collettività) ricorsi al Tar che, al contrario di quel che sostiene la dottoressa Narcisa Brassesco Pace, stanno avendo in molti casi esito favorevole ai ricorrenti immigrati, oltretutto con una tendenza in questo senso che si sta facendo via via più marcata con l’aumentare del numero dei ricorsi: su 338 già definiti al 21 gennaio 2015, 153 sono quelli respinti (quindi meno della metà, il 45,26%), 114 accolti (il 33,73%) e 71 (21%) sono quelli dichiarati “improcedibili”, cioè che hanno indotto la stessa Prefettura, ancor prima che il ricorso al Tar fosse arrivato a sentenza, a riaprire di sua iniziativa la pratica di regolarizzazione in precedenza rigettata.

L’80% (160) degli ultimi 200 ricorsi presentati al Tar di Brescia, non ancora arrivati a sentenza, hanno però già comportato, data la loro fondatezza, un provvedimento di sospensione del decreto di rigetto emanato dalla Prefettura contro la domanda di regolarizzazione presentata con la sanatoria 2012. Di fatto siamo di fronte ad una truffa clamorosa – accusano gli attivisti – che è stata giocata dalle istituzioni, in primo luogo la Prefettura, a danno anzitutto dei migranti. Evidentemente a qualcuno può fare molto comodo che in questi territori migliaia di immigrati ai quali viene negato il permesso di soggiorno siano costretti alla clandestinità, cioè alla condizione della ricattabilità e dello sfruttamento lavorativo più estremo.

Anche stavolta già non manca chi punta a trarre un tornaconto elettorale da questa vicenda, chi parla di un’emergenza sicurezza la cui causa sarebbero gli immigrati ‘clandestini’. Intanto quel che davvero sta minando la sicurezza delle persone – conclude l’associazione – è la condizione di impoverimento, precarietà e sfruttamento, di negazione dei diritti più elementari, alla quale le si costringe. Esigere diritti sociali e dignità per tutte e tutti è una battaglia comune, che ci riguarda, perché è un fatto che se la persona al nostro fianco non ha diritti, tutte e tutti siamo più precari e ricattabili”.