MILANO – Tav Brescia-Verona, indicazioni per ridurre impatto. Rolfi (Lega): “Puntare su Rovato per ovest”

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“C’è la richiesta di gestire i cantieri in modo da minimizzare la superficie e il tempo di occupazione dei terreni, quella di tutelare alcuni ambiti specifici come il sito palafitticolo Unesco del Lavagnone e di assicurare ai pendolari un servizio ferroviario veloce ed efficiente sulla linea storica, ma anche la necessità di investire sulla stazione di Montichiari e la disposizione di collocare impianti, strutture amministrative e di servizi complementari fuori dalle aree più sensibili dal punto di vista paesaggistico, turistico, agricolo e storico”. Sono queste alcune delle prescrizioni e raccomandazioni avanzate dall’assessore lombardo al Commercio, Turismo e Terziario Mauro Parolini e contenute nel dispositivo approvato oggi dalla giunta regionale riguardante il progetto definitivo della linea ad alta velocità Torino-Venezia, sulla tratta Milano-Verona e nel lotto funzionale Brescia-Verona.

“Il territorio bresciano deve cogliere appieno le opportunità di sviluppo offerte da questa infrastruttura – dice Parolini – senza però che i benefici che ne derivano siano annullati dai possibili impatti negativi nella sua realizzazione”. Tra le principali prescrizioni proposte e comprese nella delibera, c’è quella di “garantire un servizio ferroviario nazionale sulla linea storica che mantenga e, se possibile, incrementi la frequenza e la qualità dei treni, in particolare dei treni più veloci sulla tratta Venezia-Verona-Desenzano-Brescia-Milano con condizioni di sostenibilità e accessibilità economica per pendolari e turisti. Tempi di percorrenza compromessi e meno treni – ha denunciato Parolini – relegherebbero il territorio bresciano a una posizione più periferica rispetto alla prospettiva di ‘città lineare’ che crea la linea Venezia-Milano. Questa prescrizione è pertanto di fondamentale importanza”.

Nel documento, che sarà trasmesso al Ministero dei Trasporti, sono inoltre specificate alcune prescrizioni riguardanti la stazione di Montichiari, tra le quali quella di prevedere la futura realizzazione dell’interconnessione con il terminal aeroportuale. A tal proposito, l’assessore bresciano, che nei mesi scorsi aveva criticato l’atto di indirizzo licenziato della Loggia, ha evidenziato che “investire su Montichiari avrà molteplici ricadute positive sul tessuto economico e sociale bresciano: oltre a ridurre l’impatto del crescente numero di treni sul centro abitato di Brescia, che sarebbe progressivamente insostenibile, si potranno sfruttare al meglio le potenzialità e le infrastrutture di un’area, quella dell’aeroporto di Montichiari, facilmente accessibile da tutto il territorio bresciano, dalle aree turistiche e dalle province limitrofe. La posizione strategica della fermata Tav, la presenza dell’aeroporto, raggiungibile direttamente dalla stazione, il collegamento con l’arteria autostradale Milano-Venezia e la BreBeMi faranno di Montichiari un moderno polo intermodale unico in Italia e di primaria importanza in Europa a servizio dell’economia bresciana.

Solo così sarà possibile valorizzare adeguatamente lo scalo aeroportuale e favorire un processo di crescita che avrà reali effetti positivi in termini di posti di lavoro e attrattività. L’assessore manifesta perplessità, invece, sulle prescrizioni riguardanti le cave di prestito. “Avrei preferito una formulazione più categorica su questa questione – ha precisato – prevedendone l’eliminazione, invece della linea più morbida adottata dall’assessorato all’Ambiente che pure ne chiede una radicale riduzione. Il progetto definitivo della Tav interessa 21 Comuni della zona a sud e a est di Brescia. Di questi, otto sono stati riconosciuti dalla Regione Lombardia come Comuni a valenza turistica. Per questo – ha aggiunto Parolini – nella redazione di queste osservazioni abbiamo sottolineato la necessità di ridurre al minimo le aree occupate e l’impatto sul territorio”.

L’assessore ha infine fatto inserire altre prescrizioni riguardanti la cantierizzazione e la viabilità di cantiere, in particolare per le lavorazioni della galleria in prossimità della Cascina Serraglio (Desenzano) e il mantenimento del fabbricato della Cascina Roveglia (Pozzolengo), nonché quella di “tutelare la produzione viticola, che nel Doc del Lugana trova la massima eccellenza ed esprime un legame intrinseco con il proprio territorio. Oltre a minimizzare l’occupazione delle aree – ha concluso Parolini – la Regione prescrive la ricostruzione delle superfici vitate, garantendo anche adeguati indennizzi alle aziende interessate dagli espropri”.

“Sono state accolte le numerose criticità che il territorio bresciano ha evidenziato soprattutto per quanto attiene il passaggio critico nelle zone del Garda e delle colline moreniche”. E’ il commento del consigliere regionale della Lega Nord Fabio Rolfi sull’approvazione da parte della giunta delle osservazione dell’assessore Mauro Parolini sul tracciato della Tav. “In particolar modo va sottolineata la richiesta chiara ed esplicita di aggiornare la cartografia, il quadro progettuale ed i dati sui trasporti per appurare la reale necessità e i vantaggi del progetto per i territori attraversati, nonché la totale contrarietà ad ogni cava di prestito.

Soprattutto il parere favorevole viene subordinato alla valutazione progettuale delle alternative praticabili come ad esempio il potenziamento tecnologico della linea storica. Occorre non lasciar nulla di intentato prima di chiedere un sacrificio così immane per il territorio sulla scorta di un progetto vecchio di 17 anni. Inoltre va sottolineato che nel parere regionale si chiede di ‘effettuare la connessione della linea Brescia-Iseo-Edolo con la Milano-Venezia in relazione alla stazione di Rovato, al fine di liberare la Brescia-Edolo per un servizio di natura sub-urbana, come ad esempio la metropolitana di superficie’. Si tratta, se accolta, di una grande opportunità per la città, per estendere la metropolitana verso ovest usando binari esistenti. Un’occasione importante che la città e la politica bresciana tutta deve cogliere”.